
Il Maestro. Con la M rigorosamente maiuscola. Perché basta soltanto pronunciare il suo nome e il mondo del calcio come per magia si divide: Zdenek Zeman. Il più amato, il più odiato. Questione di punti di vista, zone grigie mai, nessuna via di mezzo. Dici Zeman, dici Roma: amore indissolubile. “Vedere le ultime partite è stato triste, c’è qualcosa che non va e mi sembra sin troppo ovvio – ha dichiarato Zeman nel corso di una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport in edicola questo’oggi – se contro il Barcellona in panchina ci fossi stato io avrebbero detto ‘le solite squadre di Zeman’…”. L’allenatore boemo lancia poi una frecciata all’ambiente giallorosso: “A Roma i calciatori fanno quello che vogliono, ne avevo sempre dodici sul lettino e due bloccati sul Raccordo Anulare e non mi andava bene. C’è un senso della professionalità che va tutelato, sempre, ed io a questo miravo. Alla Roma vige il concetto massimo risultato con il minimo sforzo”.

Dal grande amore Roma alla nemica di sempre, la Juventus: “lì ad esempio certe cose non succedono; i giocatori vengono gestiti in modo diverso rispetto a quanto accade alla Roma, chi non si adegua non fa strada. Ci sono due concetti: vincere a tutti i costi o vincere meritandolo sul campo, facendo meglio del tuo avversario. Io preferisco il secondo, tutto qua. Quando invece qualcuno ha voluto necessariamente sposare la prima tesi, sono state usate tante cose… Chi sono i più forti oggi in Italia? L’Inter: ha giocatori che possa far male ed una sua mentalità mirata al risultato”.
