Pugilato, sollevamento pesi e penthatlon moderno rischiano grosso: verso l’addio alle Olimpiadi

Tre discipline rischiano di scomparire dal programma olimpico: a Los Angeles 2028 addio a pugilato, sollevamento pesi e penthatlon?

Le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono state un successone. Nonostante il rinvio per la pandemia e l’assenza di pubblico sugli spalti, i Giochi Olimpici hanno regalato spettacolo puro, facenbdo vivere intense emozioni e gioie incredibili, soprattutto al popolo italiano.

A pochi mesi dalla conclusione della rassegna a Cinque Cerchi arrivano importanti novità per quanto riguarda l’edizione del 2028: a Los Angeles, infatti, tre discipline rischiano di essere cancellate dal programma e, addirittura, di dire addio alle Olimpiadi.

L’Esecutivo del Cio a Losanna, infatti, sta valutando di sostituire questi tre sport con skateboard, arrampicata e surf, discipline che hanno debuttato ai Giochi quest’anno e che hanno riscosso molto successo. L’Esecutivo prenderà una decisione nei prossimi due anni, ma pugilato, pentathlon moderno e sollevamento pesi potrebbero fare la loro ultima apparizione a Parigi 2024.

La decisione sarà ratificata a pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi invernali di Pechino, nella 139ª sessione dell’Esecutivo, in progrmma il 31 gennaio 2022, ma solo nel 2023 verrà fatta la mossa decisiva.

Queste tre discipline a rischio potrebbero però usufruire di “un percorso per poter potenzialmente essere incluse”, ma devono “affrontare le preoccupazioni delineate dall’organizzazione”.

L’Aiba, ad esempio, dovrà “dimostrare di aver affrontato con successo le preoccupazioni relative alla governance, alla trasparenza e sostenibilità finanziaria e all’integrità dei suoi processi di arbitraggio e giudizio“.

Il Cio, poi, ha chiesto all’ente mondiale del sollevamento pesi, la Iwf di “dimostrare la propria effettiva transizione verso la conformità e un effettivo cambiamento di cultura. Inoltre, devono affrontare con successo l’incidenza storica del doping in questo sport“.

Mentre il penthatlon dovà rinunciare alla prova di equitazione dopo i maltrattamenti ad un cavallo a Tokyo 2020: “dovrà rimpiazzare questa prova e rivedere il proprio format, tagliando i costi”, ha spiegato Bach.

Dichiarazioni durissime dell’olimpionico del pentathlon Daniele Masala. “questa decisione e’ il frutto della poca cultura che pervade il Cio. Pensare di togliere dalle Olimpiadi discipline come il pugilato o la pesistica che hanno fatto la storia dell’umanità e’ frutto di grande ignoranza. Sono colpito dall’assordante silenzio dei nostri rappresentanti al Cio. Mi auguro che facciano capire che e’ più importante la cultura che la politica del modernismo. Così ci avviciniamo a quel 393 dopo Cristo quando l’imperatore Teodosio I, influenzato dal vescovo di Milano Ambrogio, decise di chiudere i Giochi olimpici (perchè ritenuti una festa pagana, ndr)”.

“Non esiste l’Olimpiade senza il pugilato, e’ assurdo solo pensarlo”. Sono le dichiarazioni di Patrizio Oliva, oro ai Giochi di Mosca 1980 e poi campione del mondo dei superleggeri tra i professionisti. “La decisione era un po’ nell’aria, perché la boxe da tempo era tenuta sott’occhio dal Cio. Troppi errori sono stati commessi in passato, l’Aiba era nell’occhio del ciclone al punto che a Rio 2016 hanno mandato a casa 36 fra giudici e arbitri. Ma spero che la stessa Aiba riesca a rimediare, e a fare in modo di non spegnere il sogno dei ragazzi e ragazze del nostro sport che sognano di andare alle Olimpiadi. Come dice il presidente della federazione italiana Flavio D’Ambrosi, dobbiamo ricostruire il palazzo della boxe”. 

Preoccupato l’azzurro del sollevamento pesi Mirko Zanni, bronzo a Tokyo: “adesso che e’ stata resa ufficiale questa decisione ci fa temere davvero, anche se non e’ detta l’ultima parola. Ma noi atleti faremo di tutto perchè uno degli sport più antichi non esca dal programma olimpico”.

Infine arrivano le dichiarazioni del presidente della federazione pugilistica italiana (Fpi), Flavio D’Ambrosi: “il pugilato fuori dalle Olimpiadi sarebbe veramente una iattura, una cosa che non esiste e solo a pensarla mi viene la pelle d’oca. L’errore fisiologico di un giudice ci sarà sempre, non potrà mai essere azzerato, soprattutto in uno sport come il nostro in cui non si misura la performance, come invece accade ad esempio nell’atletica. Noi ci stiamo attrezzando con la tecnologia: il calcio lo ha fatto con la Var, noi con la revisione dei verdetti. In ogni caso, non si deve superare il limite della tollerabilità, come a Rio dove e’ stato fatto un disastro”.

“Io sono ottimista di natura e quindi spero e credo che l’Aiba si adegui alle richieste del Cio la cui decisione era nell’aria. Erano anni che, da Losanna, indicavano all’Aiba i processi di trasparenza da seguire e ci voleva, da parte del Cio, un segnale forte. Qualche risposta c’e’ gia’, si sta adottando una nuova procedura di giudizio arbitrale per evitare gli errori palesi. Solo così la boxe si salverà dall’esclusione dai Giochi”.