Lontano dal ring ormai dal 2005, Mike Tyson continua comunque a seguire con attenzione ciò che accade nel mondo della boxe. ‘Iron Mike’, intervistato dalla rosea, ha commentato la sconfitta di Anthony Joshua contro Andy Ruiz, nell’incontro che, a sorpresa, ha fatto ‘crollare’ il mito del campione britannico, imbattuto fino a quel momento.

Una sconfitta che per certi versi ha ricordato quella di Tyson contro Buster Douglas a Tokyo nel 1990. A questo proposito, ai microfoni della ‘Rosea’, Tyson spiega: “quel k.o. fu un bene per me. Sbagliai e feci capire agli altri di non essere più invincibile. Ma mi rese più umano, più grande. I rivali volevano essere come me. Ma tutti abbiamo sbagliato una volta nella vita. Eppure non ci arrendiamo, continueremo a vincere e a imparare. Come Serena Williams: se vince è fantastica, se perde è come tutti gli altri. Così è la vita dei campioni: c’è il tuo momento, ma poi quel posto va ad altri.

Fury dice che Joshua è finito? No, per me resta il migliore. Basta che creda più in se stesso e non si ponga il dubbio di non essere abbastanza bravo. Ma non succeda mai più. Mi rivedo in lui: non invincibile ma più umano e tornerà il miglior peso massimo. Quella sconfitta resta il peggiore momento della mia carriera. Il migliore? Quando diventai campione mondiale.
Miglior pugile attuale? Per me il miglior picchiatore è l’ucraino Lomachenko anche se non è un massimo e non lo conosce nessuno. E punto ancora su Joshua”.

‘L’uomo più cattivo del pianeta’ ha dato anche il suo parere sul possibile dream match con Muhammad Ali: “chi avrebbe vinto fra me e Alì? Oggi, con gli ologrammi, lo potremmo scoprire. La tecnologia di adesso permette di sfruttare le nostre esperienze per migliorare e diventare il migliore. Abbinare le immagini e le esperienze. Solo la tecnologia può dire chi è stato il migliore di sempre. C’è gente che ancora oggi fa soldi su questo. Anche se muori, possono speculare sulla tua carriera”.

