
Ieri pomeriggio il mondo si è fermato per qualche ore. Nell’anniversario delle stragi di Bruxelles, l’incubo del terrorismo è tornato a piombare nelle nostre vite, con la stessa, solita, fredda, facilità. Questa volta ad essere colpita è stata Londra: prima un attentatore ha ucciso a colpi di coltello un poliziotto, poi un suv si è lanciato contro la folla a folle velocità, il tutto davanti la sede del Parlamento. Il bilancio attuale, nel day after, è di 4 morti e una decina di feriti.
Una ricostruzione dall’interno della vicenda, da chi l’ha vissuta in prima persona, arriva da un italiano, l’ex pugile Maurizio Stecca. L’ex oro olimpico dei pesi gallo, ora allenatore degli Italia Thunder, si trovava a Westminster per la conferenza di presentazione della sfida contro i British Lionhearts. Dalle pagine de ‘La Gazzetta dello Sport’, si apprende il punto di vista da chi era dentro il palazzo: prima le urla, poi l’inferno.

“Eravamo a Westminster per presentare in pompa magna l’incontro delle World Series di boxe fra l’Italia Thunder, di cui sono allenatore, e la squadra inglese dei British Lionhearts – ha raccontato Stecca – Oltre ai 5 pugili del team (Cappai, Mangiacapre, Vianello, Magnesi e Rosciglione) c’eravamo cinque accompagnatori italiani, i dieci componenti della squadra inglese e tanti giornalisti locali, più due senatori del Parlamento. A un certo punto abbiamo sentito delle urla lancinanti che venivano da fuori e ci siamo precipitati, anzi ci hanno costretti ad uscire, fuori da Westminster. Pensavamo che fossero urla di gioia, invece erano di paura, c’era l’inferno. Parlavano ovviamente inglese e non abbiamo fatto in tempo a capire che si trattava di un attentato. Mi sono trovato di fronte alla scena più raccapricciante della mia vita. Vi dico la verità: mi è sembrato di assistere a un film. Ecco, è quello che continuo a pensare ancora adesso: scene così si vedono al cinema, non nella vita di tutti i giorni. Non riesco a crederci“.

Appena usciti fuori dal Parlamento, la scena descritta da Stecca è raccapricciante: l’omicidio del poliziotto avvenuto proprio davanti ai suoi occhi. “Non ho ancora realizzato che era tutto vero – ha spiegato Stecca – C’erano quei poliziotti con una divisa gialla in servizio all’esterno della Camera dei Comuni. Come sapete non possono portare armi e questo purtroppo è stato decisivo per la vita di uno di loro. Improvvisamente è sbucato da una macchina un uomo vestito di nero che si è avventato sui due con due coltelli in mano. Io ero a cinque, dieci metri e sono rimasto impietrito quando l’attentatore ha pugnalato uno dei due agenti mentre l’auto scappava. Me lo sono trovato rantolante davanti ai miei piedi con la testa tagliata… voglio dire con la faccia bucata. Scusate, ma non trovo altra espressione. Ho capito subito che non ce l’avrebbe fatta perché le ferite erano gigantesche e il sangue usciva da tutte le parti mentre arrivavano i soccorsi“.

Come se non bastasse, i morti in poco tempo sono diventati due e, nonostante a morire sia stato l’attentatore questa volta, le immagini sono state ugualmente scioccanti. “Sono arrivati i poliziotti e l’attentatore ha cercato di scappare correndo verso di noi che eravamo sulla porta di Westminster – ha spiegato Stecca – Con incredibile sangue freddo un poliziotto l’ha abbattuto con due, tre colpi e lui indietreggiando ha finito per cadere proprio vicino al poliziotto che aveva ucciso. Anche questa mi è sembrata una scena da film: l’agente ha cercato di rialzarsi ma è ricaduto a terra, morto. Gli agenti della sicurezza ci hanno trascinati all’interno del Palazzo per tenerci lontano dalla possibile strage. Hanno portato fuori solo i bambini“.
Stecca, nonostante la terribile esperienza, ha deciso comunque di rivolgere un appello come uomo di sport: non fermarsi davanti a questi vili atti di terrore e non farsi prendere dalla paura, ma rispondere con grande coraggio e riprendere la vita di tutti i giorni. Solo così si può sconfiggere il terrorismo. “Nella boxe e nello sport non bisogna mai mostrare paura. Il terrorismo si combatte così“.
