La leggenda caraibica ancora in attività vince il prestigioso Twyman-Stokes Award, scelto come compagno di squadra ideale da 300 colleghi. Premio che punta sull’altruismo e la capacità di essere leader sul campo ma anche negli spogliatoi, dal sapore importante perché a conferirlo sono coloro che sfidi partita dopo partita sul parquet di gioco ma di cui ti conquisti il rispetto.
Una selezione di leggende NBA ha scelto 12 giocatori e poi 300 attuali professionisti hanno eletto il migliore: la scelta è così caduta su Tim, fresco di rinnovo contrattuale biennale con i San Antonio Spurs alla soglia dei 40 anni.

“E’ un onore essere scelto dagli altri giocatori. Ho fatto le mie ricerche per capire cosa significa questo trofeo, per saperne di più riguardo ai giocatori cui è intitolato. So cosa devo fare come compagno di squadra perché ho imparato da chi mi ha preceduto, ad esempio David Robinson. Popovich è riuscito a fare di questa franchigia un’organizzazione familiare, è stata un’evoluzione progressiva, nel tempo. Ci piace fare le cose cosi, e i rapporti tra compagni di squadra sono fondamentali. Se è vero, come hanno detto alcuni giocatori avversari, che mi è capitato di dar loro consigli durante le partite? Non ricordo”. Umile e modesto, come suo solito.
Una conferenza stampa in cui è stato come sempre intimidito dall’essere al centro dell’attenzione e in cui ha spostato alla prima occasione il discorso sulla sua squadra e sul suo essersi rinforzata nel mercato estivo. Chi lo conosce però lo sa: Tim Duncan è proprio così, un campione timido che parla soprattutto in campo.
