Skirvin Hotel, l’albergo che terrorizza l’NBA! Il racconto shock di Tim Hardaway Jr: “un urlo raccapricciante, c’era un fantasma”

Tim Hardaway Jr., cestista dei Dallas Mavericks, ha raccontato a 'The Players Tribune' la sua esperienza da brividi presso lo Skirvin Hotel, l'albergo di Oklahoma infestato dai fantasmi

Credete ai fantasmi? La classica domanda capace di dividere le opinioni, ma far correre a tutti un piccolo brivido lungo la schiena. Uno dei clichè più famosi riguardante il genere ‘ghost’ è quello riguardante i luoghi infestati, per lo più vecchi ruderi, cimiteri o a volte anche… hotel! Negli USA, un particolare albergo terrorizza i giocatori NBA: lo Skirvin Hotel di Oklahoma City. Lo Skirvin si dice sia infestato dal fantasma di Effie, una cameriera messa in cinta dal vecchio proprietario, poi rinchiusa all’ultimo piano della struttura per coprire lo scandalo, ed infine suicidatasi gettandosi dalla finestra insieme al bambino.

Glyn KIRK / AFP

Capita spesso che i giocatori (parialimo di omoni alti oltre 2 metri per 80-90 kg di muscoli!) che alloggiano allo Skyrvin per la trasferta contro i Thunder, se la facciano sotto dalla paura, raccontando di aver visto oggetti muoversi, aver sentito urla raccapriccianti e pianti di bambini. A metà fra realtà e leggenda, lo Skirving è diventato particolarmente famoso. Tim Hardaway Jr., cestista dei Mavericks, ha raccontato la sua esperienza in un articolo pubblicato presso ‘The Players Tribune’, nel quale ha svelato di essere stato tormentato da un fantasma.

Lasciai la camera dopo aver sistemato tutta la mia roba. Tornai circa mezz’ora dopo. Camminando verso il letto, diedi un’occhiata al bagno, e mi fermai di colpo. Il mio spazzolino si era spostato da un lato all’altro del lavandino. Ero sicuro di averlo messo da quel lato, con tutte le altre cose, ma ora si trovava dall’altra parte del lavandino. La prima cosa che pensai fu che la signora delle pulizie lo avesse spostato, ma tutto il resto della stanza era in ordine, come l’avevo lasciata. Così sono andato avanti con la mia routine, facendo finta che non fosse successo niente. Nessun problema. Era tutto a posto.

Più tardi quella notte, ero steso a letto con la TV spenta. Proprio mentre mi stavo rilassando e stavo per iniziare a dormire, sentii qualcosa fuori dalla mia stanza. Era un rumore di passi. All’inizio provai ad ignorarli. Insomma, hey, è un hotel, ci sono anche altre persone, è normale. Ma poi ho sentito questo forte stridio provenire dalle pareti accompagnato da alcune flebili voci. A quel punto non riuscivo a dire niente. Ed è in quel momento che iniziai ad andare fuori di testa. Saltai fuori dal letto. La prima cosa che feci fu chiudere le persiane. Non so perché, ancora, non giudicate i miei metodi. A quel punto il rumore dei passi diventò come il rumore di una corsa. Corsi in bagno e accesi le luci per essere sicuro che non ci fosse nessuno. Poi, i passi diventarono ancora più rumorosi e un brivido mi percorse la spina dorsale. Sembrava che ci fosse qualcuno proprio di fronte alla porta. Feci un respiro profondo, afferrai la maniglia. Spalancai la porta e vidi… un corridoio completamente vuoto. Non c’era nessuno.

Non me lo sto inventando, non ce ne sarebbe motivo. E’ successo qualcosa quella notte, e tutt’ora non saprei dire cosa. Ho sentito quei passi! Giocai male il giorno dopo e perdemmo di 27. Pensandoci, con forse solo una eccezione, nessuna squadra in cui ho giocato e che ha alloggiato allo Skirvin ha vinto. Probabilmente perché i giocatori sono stanchi, fiacchi e non molto concentrati, visto che un fantasma ha fatto casino nelle loro camere“.