“Mamma conserva questa lettera, un giorno diventerò una stella”. Un bambino con la passione per il basket fa una promessa alla madre, la scrive come a quell’età si è soliti fare, in una letterina. Quel bambino di nome fa James e di cognome Harden, ovviamente non ha ancora la barba che lo caratterizzerà negli anni ma ha la stessa passione per il basket che mantiene tutt’ora.


Crescendo a Los Angeles negli anni ‘90-2000 vuol dire aver avuto l’onore di aver visto i Lakers di Kobe Bryant e Shaq vincere 3 anelli (2000, 2001, 2002), poi quelli di Kobe e Gasol vincerne altri 2 (2009-2010). Va da sé che la voglia di imitare le stesse gesta dei campioni visti in tv sia straripante. Il giovane James lavora duro per affinare il suo talento, si fa notare con i Sun Devils dell’Università dell’Arizzona e poi si rende eleggibile al Draft 2009. Arriva la chiamata alla #3 di OKC. Il trio delle meraviglie con Durant e Westbrook che sfiora l’anello sfiorato nella stagione 2011-2012, sconfitti in finale dai Miami Heat di LeBron James. Sono anni di duro allenamento per il piccolo James che intanto è diventato grande.

Nel 2012 il trasferimento ai Rockets e la definitiva consacrazione. Harden si fa crescere la barba che gli dona un nuovo soprannome (The Beard) e intanto accresce il suo talento: ball handling eccezionale, grandi doti atletiche, ottime doti di finalizzatore ed un range di tiro praticamente illimitato lo rendono, secondo molti, il miglior attaccante della lega. E poco importa se qualcuno pone l’accento sulla malizia con cui ricerca i contatti con i difensori, può essere un valore aggiunto. Allenamento, delusioni e sacrifici hanno avuto senso ieri notte. I 30.4 punti e 8.8 assist di media grazie ai quali ha guidato gli Houston Rockets in regular season (la più vincente della loro storia con 65 vittorie) gli sono valsi il titolo di MVP, vinto superando addirittura LeBron James. Promessa mantenuta, mamma.
Dreams become reality. James Harden always knew. Now everyone sees the vision.@JHarden13#ImmaBeaStar pic.twitter.com/CVvk50QUBS
— adidas Basketball (@adidasHoops) 26 giugno 2018
