
Soldato: LeBron Raymone James
Nome in codice: The Chosen One
Grado: All Aroud Player
Riconoscimenti: NBA Rookye of The Year (2004), NBA MVP (2009, 2010, 2012, 2013), NBA Champion (2012, 2013, 2016), NBA Finals MVP (2012, 2013, 2016), Oro Olimpico (Pechino 2008, Londra 2012)
Team: Cleveland Cavaliers
Missione: ‘Defend The Land’
Obiettivo Missione: Mantenere al sicuro l’Anello NBA in Ohio

La regular season è ormai alle spalle. Non si è chiusa nel migliore dei modi. Abbiamo resistito fino allo stremo dello forze, ma i nemici sono diventati troppi. Alla fine abbiamo dovuto cedere la vetta della Conference Est a quegli sporchi verdi, i Celtics. Ma ci rifaremo. Inizia adesso la missione più importante di tutte, nella post season ci sarà il nostro riscatto. Diamo il via a ‘Defend The Land’: l’anello dovrà restare in Ohio anche a costo della nostra stessa vita.

Inizia così la post season dei Cleveland Cavaliers, con una missione ben precisa: ripetere l’impresa del 2016 e riconfermarsi campioni NBA in uno strepitoso back to back. Difficile, ma non impossibile. A capo dell’operazione c’è un soldato d’elite delle forze speciali, il Generale LeBron James, un all around player in grado di portare a termine da solo missioni impossibili per gli altri esseri umani. Del resto, il soprannome ‘The Chosen One’ – ‘Il Prescelto’, se lo è guadagnato sul campo.

La missione si dividerà in 4 step: primo turno, secondo turno, finale di Conference e Finals Playoff. Persa una, non si torna più indietro. Missione fallita. LeBron non sarà solo. Al suo fianco avrà un team speciale, composto dai migliori talenti che lo stato dell’Ohio possa offrire, a formare i ‘Cleveland Cavaliers‘. Al primo step i Cavs trovano subito un nemico complicato da affrontare, gli Indiana Pacers di Paul George, quello che qualche anno fa era considerato uno dei più grandi rivali (se non il più grande) di LBJ. Le prime due battaglie sul suolo amico sono andate via senza grosse perdite: 109-108 gara-1, 32 punti – 13 assist – 6 rimbalzi segna il rapporto; 117-111 gara-2, 25 punti – 7 assist – 10 rimbalzi.

Adesso arriva la parte difficile. Due sfide ‘behind the enemy lines’, dietro le linee nemiche. Ad Indianapolis, nella tana dei Pacers. Gara-3 è una battaglia: il primo tempo è un massacro 74-49, Cavs irriconoscibili, sotto di 25 punti. Prima sconfitta all’orizzonte, già al primo turno, non succedeva dal 2012 per un squadra guidata da LeBron.

Probabilità di riuscita della missione per un soldato comune: 1.2%. Ma non con i campo LeBron James. Nel secondo tempo LeBron mette a referto 28 punti, 5 rimbalzi e 7 assist con 0 palle perse. Ultimo quarto giocato senza Irving e Love. A fine gara dalle sue mani sono passati 73 proiettili fra punti e assist, miglior record in carriera. I Pacers vengono letteralmente travolti. Finisce 114-119, la più grande rimonta della storia dei Playoffs (record che resisteva da Baltimora-Philadelphia del 1948) coincide con quella che rappresenta una vittoria decisiva per l’andamento della Serie. Il rapporto di guerra recita “tripla doppia”: 41 punti, 13 rimbalzi, 12 assist e 2 stoppate. LeBron James supera Wes Unseld al 7° posto fra i migliori rimbalzisti Playoffs e Kobe Bryant come terzo miglior marcatore post season e quarto per triple segnate.

Una vittoria incredibile, di un uomo in missione. I Cavs si preparano alla 4ª decisiva sfida alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis. I Pacers sanno della loro presenza. Sarà la sfida finale (forse). LeBron James ha già fiutato l’odore del nemico: le armi sono cariche, gli scarponi (SEMPRE) allacciati, l’atteggiamento è quello di chi non lascerà scampo agli avversari.
In marcia Cleveland Cavaliers, i nostri avversari ci attendono, le semifinali sono ad un passo: la missione Defend The Land continua…

