Il 3 agosto di 13 anni fa l’Italia del basket ha scritto una pagina di storia dello sport azzurro. Quella che doveva essere una semplice amichevole si è trasformata in un’impresa. A Colonia si affrontarono Italia e USA, due team differenti per cultura, idee di gioco e soprattutto caratura dei giocatori. Il team USA non aveva bisogno di presentazioni, una selezione dei migliori talenti dell’NBA che poteva vantare dei giovani LeBron James, Melo Anthony e Wade, i fenomenali Duncan e Iverson, il gigante Stoudemire. Agli azzurri invece calzava perfettamente la descrizione fatta da Bonfederici, giornalista che commentò all’epoca la partita per SportItalia: “un gruppo con pochissimi giocatori di grande talento, per niente atleti, ma che difendeva forte, con qualche ottimo tiratore e tanto orgoglio“. Severo ma giusto.
Il pubblico era tutto dalla parte degli USA, 14.000 persone che non aspettavo altro di vedere trick in palleggio, schiacciate devastanti e triple supersoniche abbattersi sui poveri azzurri che prima della partita scherzavano su quanto avrebbero perso: “-60 disse Bulleri in maniera pessimista, qualcuno provò ad immaginare una sconfitta di circa 20 punti e fu letteralmente mandato a quel paese dall’intero spogliatoio“, raccontò poi Pozzecco. Il verdetto del campo però fu diverso.
L’Italia vinse la palla a due e al termine dei primi 24 secondi provò un tiro al quanto maldestro con Basile. Air ball accompagnato dai 14.000 fischi del pubblico di Colonia. La marcatura ad uomo dell’Italia venne praticamente abbandonata sul nascere, il talento e lo strapotere fisico degli USA era troppo grande, serviva la zona. Fu quella una delle armi in più dei ragazzi di coach Recalcati. L’Italia riuscì a chiudere il primo quarto in vantaggio: “almeno un quarto l’abbiamo vinto“, si dissero ridendo i giocatori. Il resto è magia, talento e ‘ignoranza’.
Ve lo lasciamo raccontare da chi lo ha vissuto, proponendovi un estratto di un articolo che Matteo Soragna ha scritto su ‘La Giornata Tipo.it‘: “le immagini che tutti, ma proprio tutti, ricordano di quella meravigliosa giornata sono in particolare tre: le bombe del Baso, tirate da qualsiasi distanza e in faccia a chiunque. Se avesse tirato col culo (e non escludo lo abbia fatto) avrebbe segnato. Le bombe di Gek a chiudere e sigillare la partita, mentre tutti quelli di Team USA si chiedevano come fosse possibile che un ragazzo di 2.10 con l’atletismo di Paolo Brosio (Brosio è famosissimo tra i giocatori dell’NBA) fosse in grado di metterla da fuori con quella continuità. Ed infine l‘inchino del Poz, arrivato dopo una penetrazione con canestro e fallo, con il pubblico che a quel punto (in realtà da molto prima) era schierato dalla nostra parte e impazzito. Facile però adesso eh, pezzi di merda! Prima dell‘incontro tutti a urlare come delle quindicenni impazzite davanti a Justin Bieber e ora che Justin ha stonato fate tutti il tifo per Vinicio Capossela. Incoerenti maledetti.
Pozzecco batte Iverson in palleggio, segna e avrà anche l’aggiuntivo. 3 minuti dalla fine, Italia-USA 85-65.
Inchino al pubblico. pic.twitter.com/k8PGdljtXD— La Giornata Tipo (@parallelecinico) 3 agosto 2017
Fatto sta che finisce la partita 95-78, noi ci rendiamo conto che questa giornata ci/vi rimarrà nel cuore per parecchio tempo, ci facciamo una foto a metà campo dove si vede tutta la felicità e lo stupore per come sono andate le cose in quei quaranta minuti. La cosa meravigliosa è questa: prima della partita il nostro responsabile accompagnatore, il grandissimo Claudio Silvestri, ci chiede se fossimo interessati a comprare le maglie dell‘America, al modico prezzo di 50 Euri. In diversi diciamo di sì, scegliendo pure il giocatore. Rientrati in spogliatoio, dopo baci, abbracci, sputi e quant’altro il buon Silvestri ci fa notare che gli americani se ne stanno andando e chi vuole le maglie si deve decidere. Lo mandiamo in culo dicendo che sono loro, casomai, a dover comprare le nostre, ahahah. Insomma, per farla breve, a casa mia ho ancora la maglia di Allen I, pagata 50 Euri, non autografata perchè gli abbiamo fatto il culo“.
Essere italiani e fans del basket, il 3 agosto di ogni anno è sempre più bello!
