NBA – Lo sfogo di Kyrie Irving: “voglio essere da esempio lontano dai riflettori, stress difficile da sopportare”

Kyrie Irving risponde alle critiche e chiede di essere lasciato in pace: stress e pressioni difficili da sostenere in qualità di leader dei Boston Celtics

Stagione davvero particolare quella che stanno attraversando i Boston Celtics. La franchigia del Massachusetts è attualmente 5ª ad Est con un record di 38 vittorie e 26 sconfitte, ben al di sotto delle aspettative stagionali. Ad inizio regular season infatti, complice l’addio di LeBron dai Cavs, i Celtics erano visti da tutti come la miglior squadra della Conference, nonché come la più seria candidata a raggiungere le Finals. Del resto, la grande stagione giocata l’anno scorso senza Irving e Hayward nei momenti clou, non poteva che aumentare le aspettative sui ragazzi di Brad Stevenes, una volta recuperate le due stelle e inserite a pieno regime in squadra.

I Celtics invece sono crollati sotto il peso della pressione. Né è l’esempio la figura di Kyrie Irving, il leader della franchigia, ritrovatosi al centro di un gran polverone mediatico che ne ha messo in dubbio la stessa leadership. Irving ha dunque deciso di sfogarsi, chiedendo di essere lasciato in pace: “io non sono qui per avere tutto il tempo fotocamere e videocamere in faccia. Essere famoso, essere stressato è davvero difficile e duro da sopportare specie in una stagione dove tutti ti vedono protagonista. Il mio sfogo apparso su tutti i social network era riferito proprio a questo, perchè in questo momento della mia carriera voglio solamente pensare al basket giocato. Voglio essere un esempio per i giovani, non distrarmi da tutti questi riflettori e giocare solamente a basket con l’intento di aiutare nel miglior modo possibile i miei compagni”.

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