Nelle ultime ore, Rich Paul, agente di Anthony Davis, ha dato un netto scossone alla tranquillità della lega annunciando la richiesta di cessione del proprio assistito. Notizia che non ha certamente fatto piacere ai Pelicans, costretti a dover gestire una situazione abbastanza complicata, per giunta a pochi giorni dalla trade deadline. A tal proposito i Pelicans hanno espresso la volontà di voler condurre eventuali trattative unicamente in base ai loro interessi e non alle ‘pressioni’ esterne, appellandosi all’NBA al fine di rendere più ferree le regole legate al tampering e al condizionamento tramite media dei giocatori sotto contratto. Adrian Wojnarowski ha riportato il pensiero della franchigia della Louisiana: “Anthony Davis ha reso nota alla squadra la sua decisione di non rinnovare il presente contatto con i New Orleans Pelicans, ed ha di conseguenza richiesto una trade. Nonostante il comprensibile disappunto con cui la squadra prende atto della decisione, l’obiettivo unico della nostra organizzazione è quello di portare la città ad un titolo NBA, e costruire una squadra che possa avere un successo duraturo. La franchigia condurrà le trattative secondo le proprie condizioni. Condizioni che saranno favorevoli per la squadra e non dettate da agenti e pressioni esterni alla nostra organizzazione. Abbiamo inoltre avanzato richiesta alla NBA di rafforzare la sua policy anti-tampering, e di farla rispettare col necessario rigore“.
L’NBA avrebbe intrapreso un iter di investigazione per controllare se nelle dichiarazioni sulla situazione di Anthony Davis, i protagonisti della vicenda, abbiano violato le norme che regolamentano il tampering.
