Una passione, quella per la pallacanestro, che risale a molti anni fa: “ho iniziato a giocare a basket quando avevo quattro anni, continuando fino ai 17. Poi ho iniziato a fare salto in alto perchè durante le gare scolastiche mi sono accorto di avere più talento in quella disciplina, per quanto me la cavassi comunque abbastanza bene con la palla a spicchi. È facile innamorarsi del basket già non giocandoci, figuriamoci se si ha la possibilità di praticarlo. Più che una passione ormai è diventata quasi una “malattia”, una splendida malattia.“
‘Gimbo‘, tifosissimo dei Rockets, non può che essere contento della stagione giocata finora dalla squadra guidata da Mike D’Antoni: “mi aspettavo un passo in avanti con l’arrivo di Eric Gordon, ma non così tanto in realtà. James Harden, poi, è stato magnifico. Lo considero il mio giocatore preferito da parecchi anni, questa stagione ha dimostrato il motivo per cui lo era. È un fenomeno indiscusso, secondo me, perchè ha una naturalezza di gioco che quasi tutti gli altri giocatori non hanno, una scioltezza disarmante.”

Per il titolo NBA Tamberi punta ancora su Cleveland: “li vedo ancora protagonisti. Credo che LeBron sia immarcabile quando decide di esserlo, sia per le sue caratteristiche fisiche, sia tecniche. In più i suoi compagni stanno crescendo al suo fianco. A Golden State sono cambiati tantissimo gli assetti dopo l’arrivo di Durant, e soprattutto dopo il suo infortunio, quindi li vedo un po’ più in difficoltà soprattutto quando bisogna iniziare a giocare forte, come nei Playoff.”

