Conferenza stampa di presentazione per Dwight Howard in casa Washington Wizards. La nuova tappa della carriera di ‘Superman’ porta uno dei talenti più controversi (per qualità potenziali inespresse) nella Capitale, al fianco di John Wall e Bradley Beal, 3 giocatori che hanno una gran voglia di riscattarsi. Howard ha ammesso di venire da una stagione di alto livello, particolarmente in termini di fiducia, e si approccia alla nuova avventura in NBA con il giusto mood. In conferenza stampa l’ex Hornets spiega come stia cercando di migliorare il suo gioco, scherza sui suoi continui cambi di franchigia e poi torna serio nel parlare degli obiettivi dei suoi Wizards:
“il gioco si è evoluto ed è cresciuto da quando sono entrato nella NBA. Sono a disposizione del coach per qualsiasi cosa e non vedo l’ora di contribuire […] Punto a ritirarmi indossando questa maglia e penso a vincere qui. Agli esordi giocavo contro Shaq, Alonzo Mourning Jermaine O’Neal [e altri] e la situazione era più o meno questa: ‘vediamo chi è il più forte in pitturato’ […] Ora non è più così e se voglio giocare a buoni livelli per otto anni, più o meno, devo cambiare il mio gioco. Il percorso è cominciato già nella scorsa stagione, ho avuto fiducia, come poche altre volte prima, in tutti gli aspetti del mio gioco, dal palleggio al tiro, nel tentativo di diventare anche una minaccia offensiva in situazioni di isolamento e cose del genere. Devo continuare a lavorarci. Tanti cambi di casacca? Scherzavo prima su questo con il mio preparatore e credo possa andare in risposta alla tua domanda: la mia carriera è cominciata con i Magic, ho imparato l’arte della magia per otto anni, ho viaggiato verso La La Land (Los Angeles Lakers, ndr), ho imparato a lavorare con i razzi (Rockets, ndr), a volare con alcuni falchi (Hawks, ndr), sono stato punto dai calabroni (Hornets, ndr). È uno scherzo, ma in fin dei conti posso dire che tutto questo mi ha insegnato come essere uno stregone (Wizard, ndr). Washington è una grande piazza per me. Con tutto il rispetto per le altre point-guard con le quali ho giocato in carriera, John è un’altra cosa. Attrae molta attenzione da parte delle difese avversarie e la sua aggressività in attacco renderà difficile contenere il pick n roll. A questo punto della sua carriera vuole vincere e so che l’eliminazione al primo turno in occasione degli ultimi Playoff l’ha fatto star male. Tornerà pronto a dimostrate che abbiamo una squadra incredibile. C’è Bradley Beal che sta crescendo ed è reduce da una delle sue stagioni migliori offensivamente, ma non è soddisfatto. Ognuno di noi ha qualcosa da dimostrare e vogliamo farlo insieme. [Quest’opportunità] non poteva arrivare in un momento migliore. John Wall si è fatto sentire in maniera molto diretta e non ci ho pensato due volte.”
