Notte di Halloween da ricordare per tutti i tifosi dei Timberwolves. Sul parquet del Target Center di Minneapolis, è apparso un mostro da 50 punti, realizzati tirando 19/31 in 41 minuti di partita: quel mostro porta il nome di Derrick Rose. Esatto, proprio D-Rose, incredibile. Il più giovane MVP della storia, quello che nel 2011 sembrava potersi sedere nell’Olimpo del basket e toccare vette impossibili da immaginare fino a quel giorno, ma che a causa di sfortuna e infortuni, ha visto la sua carriera proseguire, mestamente, a singhiozzo, lontana dai fasti ai quali era destinata. Eppure Derrick Rose è ancora in grado di stupire, ma anche di emozionarsi. L’uscita dal campo in lacrime, abbracciato da tutti i compagni, dopo aver regalato il successo ai Timberwolves, vale più di mille parole. Parole che ha comunque voluto rilasciare al termine del match, riuscendo anche a non risultare banale, bensì parlando da leadere: “lo faccio per i compagni, per la franchigia e e per i nostri tifosi. Mi sono fatto il culo. Per me questo significa tutto. Non ho fatto altro che giocare per vincere, mettendoci tutto il mio cuore. E stasera è andata alla grande. Significa tanto per me, per la mia carriera. […] Credo che tutto accada per una ragione. Negli ultimi 2 anni ho cercato la giusta occasione, lavorando duro giorno dopo giorno. Sono qui ai Timberwolves per aiutare i giovani a crescere, come fa un veterano. Voglio essere un esempio per loro”.
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