La rivincita di Antetokounmpo: “vendevo souvenir per strada da bambino, ora voglio l’anello NBA”

Giannis Antetokounmpo guida i Milwaukee Bucks, miglior squadra della regular season, a dei Playoff da protagonisti: il cestista greco sogna l'anello NBA

Ricordo bene quando con mio fratello vendevamo souvenir in strada ad Atene. Se non facevamo soldi non si mangiava. E’ lì che ho imparato cosa significa lavorare duramente“, queste parole spiegano bene l’etica del lavoro di Giannis Antetokounmpo. Il cestista greco ha passato l’estate ad allenarsi con Kobe Bryant, presentandosi ai nastri di partenza della regular season NBA con l’obiettivo di trascinare i Bucks in vetta alla Conference. Missione compiuta: 82 partite dopo, 60 vinte e 22 perse, i Bucks sono la squadra dell’Est che guarda tutte le altre dall’alto, nonchè la franchigia con il miglior record della lega.
Antetokounmpo
LaPresse/Reuters

Il merito è soprattutto di Antetokounmpo e dei suoi 27.7 punti, 5.9 assist e 12.5 rimbalzi a partita che lo proiettano verso il titolo MVP in uno scontro testa a testa con James Harden. Intervistato dalla Rosea dopo la consegna dell’EuroPlayer, il cestista greco non ha fatto mistero delle sue intenzioni in ottica Playoff: ‘The Greek Freak’ vuole l’anello! A Giannis è stato chiesto se, come fece Nowitzki nel 2011, dopo l’EuroPlayer volesse fare la doppietta con il titolo NBA, la sua risposta ha lasciato pochi dubbi: “la trovo molto realistica, anche se certi critici ritengono che non ce la faremo. Abbiamo battuto Warriors, Raptors, Celtics e 76ers. Se sapremo giocare al nostro meglio potremo andare molto in là in questi playoff. Chissà, magari anche al titolo. Cosa significano queste 60 vittorie? Che non bisogna scordarsi dove eravamo: sei anni fa, al mio primo campionato, vincemmo 15 partite. Abbiamo quadruplicato: mi sembra piuttosto speciale. Ma era il nostro obiettivo di inizio stagione. Adesso non possiamo permetterci di festeggiare, perché finiremmo per rilassarci e perderemmo la concentrazione sul nostro traguardo massimo. E invece dobbiamo pensare solo a migliorarci a ogni gara. Quest’estate, lontano dal basket, capirò meglio l’importanza di questa impresa. Se nello spogliatoio parliamo del titolo? Tutti i miei compagni sanno che cosa vogliamo fare. Si tratta di venire qui ogni sera, dare il 100 per cento e vincere. Detroit Pistons al primo turno? In queste settimane non guardavo neppure il tabellone degli incroci. Sarebbe l’atteggiamento sbagliato, perché dobbiamo pensare solo a noi: sappiamo di poter battere chiunque. Non è arroganza, ma consapevolezza“.