Qualche anno fa, un famoso scrittore italiano descrisse così, con incredibile sagacia e indiscutibile verità, una cosa difficilmente quantificabile a parole, l’attimo: “Se volete capire quanto sia lungo un attimo, mettetevi alla guida a Milano, e aspettate che dal momento esatto dello scoccare della luce verde del semaforo che avete davanti agli occhi arrivi subito dopo, alle vostre orecchie, il suono del clacson della macchina che avete in fila dietro di voi; ecco, quello è esattamente l’attimo.” I tempi passano, e le descrizioni cambiano, mutando in compagnia dei relativi esempi descrittivi. Giorni fa, in un negozio di pregiate sneakers esclusivamente limited edition, di fronte a una ri-edition di una scarpa di Michael Jordan, lo stesso Miachel veniva così descritto da un ragazzino al suo amichetto: “Jordan era quello capace di “rimanere a galleggiare” in aria per quell’ “istante infinito” che gli permetteva di essere poi diverso da tutti gli altri giocatori di basket”. La vita: questione di attimi.
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