Gli ultimi due anni di Isaiah Thomas sono stati delle vere e proprie montagne russe. Il folletto classe ’89 ha sfiorato le Finals con i Celtics nel 2016-2017, eliminato solo dai Cavs di LeBron James, impressionando tutti a tal punto da entrare nei discorsi riguardanti il premio di MVP. Poi la richiesta di un contratto che ne rispecchiasse il reale valore (al massimo consentito), l’infortunio all’anca e i Celtics che lo spediscono ai Cleveland Cavaliers nell’affare Irving. Thomas si è sentito tradito dalla franchigia che ha contribuito a riportare dove merita. I tempi di recupero dall’infortunio sono lunghissimi, il ritorno nei primi giorni del 2018 è orribile, i Cavs non girano e il suo missmatch fisico in difesa accentua le criticità della squadra. I Cavs lo spediscono ai Lakers che in estate non lo rinnovano, lasciandolo diventare free agent. Tutto è iniziato da quella maledetta trade che lo ha portato via da Boston, eppure dopo la rabbia dei primi momenti, Isaiah Thomas non nutre rancore verso i Celtics. Il playmaker ha svelato ad ESPN un incredibile retroscena di mercato NBA riguardante una telefonata al gm di Boston, Danny Ainge: “ho detto a Danny Ainge: ‘se ci fosse l’opportunità, mi piacerebbe farti sapere che apprezzerei un ritorno ai Celtics’. Cazzo, sarei tornato. Non nutro rancore”. Ainge sarebbe stato favorevole al ritorno, ma i Celtics erano impegnati con la questione Marcus Smart. Isaiah Thomas si è dunque convinto a scegliere i Nuggets, accontendatosi di soli 2 milioni, non proprio il max contract che voleva. Il motivo? Rimettersi in gioco e mostrare di essere ancora quel giocatore che dopo l’annata 2016 quel contrattone lo valeva fino all’ultimo dollaro.
Mercato NBA – Retroscena Isaiah Thomas, contatto con i Celtics prima dell’ok a Denver: “cazzo, sarei tornato”
Isaiah Thomas vicino al ritorno ai Boston Celtics prima della firma con i Denver Nuggets: contatto telefonico con il gm Danny Ainge, ma l’affare non è andato in porto

