Manifesto futurista dell’NBA – Culto della prepotenza fisica, inno al dinamismo, esaltazione del record: Russell Westbrook

C'è una nuova corrente futurista in NBA che trova incarnazione perfetta nella figura di Russell Westbrook. Prepotenza fisica, dinamismo, velocità e record (di triple doppie): scopriamone i punti cardine

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Il Manifesto futurista NBA di Russell Westbrook – Come la storia ci insegna, il mondo ha attraversato diverse ere nelle quali il progresso ha rivestito un ruolo cardine nell’evoluzione della specie umana. Parallelamente al progresso, un cambio di visione della società, della cultura e della stessa figura dell’uomo hanno generato correnti e movimenti non solo sociali o politici, ma anche culturari e letterari. Discorso simile va fatto per l’NBA: dal dominio dei lunghi, al pick n roll, passando per il tiro da 3, anche il basket ha vissuto epoche diverse.

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Ci sono poi dei movimenti che lasciano un segno per la loro natura innovativa e dirompente: quel che è stato il Futurismo per la letteratura, è Russell Westbrook per il basket NBA. Facendo un parallelismo, potremmo definire Russell Westbrook il Filippo Tommaso Marinetti della pallacanestro, colui che nel 1909 pubblicò su Le Figaro il primo Manifesto futurista, la ‘costituzione’ della corrente futurista con i punti cardine del movimento. In Westbrook possiamo riscontrare le stesse caratteristiche, tanto da poter parlare di un Manifesto futurista del Basket NBA. Vediamone gli elementi chiave:

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1) Il Manifesto futurista NBA di Russell Westbrook: energia, forza e prepotenza fisica – Quello che per i futuristi era l’inno all’energia e alla forza fisica, può tranquillamente tradursi nella prepotenza fisica di Russell Westbrook. Specifichiamo: è alto 1.91 e pesa intorno agli 85 kg, non è un discorso da prettamente legato alle sue misure. Piuttosto è da prendere in considerazione la sua forza fisica e mentale, la rabbia che mette nei contrasti corpo a corpo, l’abilità nel ritornare da 3 operazioni al ginocchio più forte di prima, basando la sua rinascita sul duro lavoro in palestra: sempre il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andarsene.

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2) Il Manifesto futurista NBA di Russell Westbrook:  culto per il coraggio, l’audacia e la velocità – Va fatto un discorso a parte per il tipo di gioco che RWO esprime. Un mix di genio e sregolatezza, una rabbia famelica che lo spinge a matenere sempre il piede fisso sull’acceleratore. Celebri appunto, le sue penetrazioni in velocità nelle inermi difese avversarie. Un Westbrook da associare a quella che per i futuristi fu la prima macchina, veloce-scattante-dirompente. Un gioco che fa della rapidità la sua arma principale e non disdegna l’audacia e il coraggio nell’affrontare qualsiasi avversario a testa alta.

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3) Il Manifesto futurista NBA di Russell Westbrook: l’esaltazione del Caos – Quello che per i futuristi si traduceva nel paroliberismo una scrittura frammentaria, slegata da schemi e convenzioni, innovativa, dal forte impatto visivo e sensoriale, per Russell Westbrook si può legare al suo ritmo caotico e travolgente. Ad OKC lo schema all’apparenza è uno solo: palla a Westbrook, lui inventerà. Ed è sempre, maledettamente così. Accelerazioni, frenate, triple (doppie!), liberi, pick n roll, tiri in sospensione, assist, rimbalzi. RW0 è un giocatore totale: lega ad una grande vena realizzativa buone abilità a rimbalzo e un’ottima propensione all’assist. Caratteristiche che gli sono valse ben 42° triple doppie in stagione, una in più di Oscar Robertson, per quello che è il record della storia NBA, imbattuto dagli anni 60.

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4) Il Manifesto futurista NBA di Russell Westbrook: lotta contro il passato – I futuristi rinnegavano i legami con la cultura precedente ma anche quelli con la storia passata, celebre la volontà di distruggere musei, biblioteche e accademie. Anche Westbrook ha tagliato tutti i ponti con il suo passato, che in questo caso ha un nome e un cognome: Kevin Durant. Dopo il tradimento di KD, passato ai Warriors per avere finalmente la possibilità di conquistare quell’anello, impossibile da vincere con Oklahoma, Westbrook si è trasformato. Unleash the animal: la sua parte animalesca ha spezzato le catene. Questa stagione è stata un susseguirsi di confronti a distanza, dichiarazioni furenti, battaglie in campo e fuori e numeri da capogiro.

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5) Il Manifesto futurista NBA di Russell Westbrook: guerra – L’ultimo punto, forse il più controverso nella cultura futurista, è quello della guerra, necessaria per la corrente ideata da Marinetti, vista come “unica igiene del mondo“. Westbrook di guerrafondaia ha solo l’indole. Un giocatore che scende in campo sempre concentrato, pronto a giocare ogni partita come se fosse l’ultima. In NBA si usa dire sempre con le scarpe allacciate. Ad OKC sarà sempre una battaglia con lui in campo. Ogni tifoso dei Thunder può starne certo: Westbrook darà sempre tutto per quella maglia, ogni lacrima, ogni goccia di sangue, ogni frammento di sudore che scenderà dalla sua fronte.

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Russell Westbrook non è solo 42 triple doppie, 79 in carriera, una delle quali con il più alto numero di punti a referto (57) contro Orlando, un’altra “perfetta” senza errori al tiro contro Philadelphia. Westbrook è una cultura, un movimento: Westbrook è il movimento, esaltazione del dinamismo, del genio e della forza fatta uomo e rinchiusa in una casacca da basket.