Dopo NFL, MLB e basket femminile, si attendeva solo di scoprire se anche il basket NBA prendesse parte alle proteste dello sport americano contro Trump. Fino a ieri notte, i primi scontri erano stati solo verbali con LeBron e Curry a manifestare il proprio dissenso verso le ideologie xenofobe di Donald Trump. Con l’inizio della preseason però Lakers, Timberwolves e Nuggets hanno dato un segnale chiaro di dissenso. I giocatori delle 3 franchigie NBA hanno deciso di ‘incatenarsi‘, ovvero mettersi in fila intrecciando le braccia gli uni con gli altri, durante l’inno nazionale.
Locked arms for the #Lakers during the national anthem pic.twitter.com/SjqGlY6GXE
— Ryan Ward (@RyanWardLA) 1 ottobre 2017
As a sign of unity, #Twolves lock arms during tonight’s National Anthem. pic.twitter.com/VO9ch9VBU7
— Timberwolves PR (@Twolves_PR) 1 ottobre 2017
Nuggets players and coaches lock arms during tonight’s national anthem. pic.twitter.com/aganimIhe2
— Harrison Wind (@HarrisonWind) 1 ottobre 2017
Luke Walton, coach dei Lakers, ha motivato così la decisione: “tutti noi crediamo in questa protesta, ci siamo dentro insieme. I miei giocatori hanno scelto, come segno di unità e di rispetto, di unire le braccia. Abbiamo tutti molto rispetto per la nostra nazione, per la bandiera e per i militari ma, tramite questo gesto, sento che si potrà sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento e renderlo un argomento di discussione. Se tu non agisci, tutto sparisce e non cambia nulla“.
