Da qualche giorno a questa parte, Karl-Anthony Towns è sbarcato in italia. Prima per rilassarsi un po’ nell’offseason, poi come testimonial della mostra NBA Crossover a Milano, il centro dei Minnesota Timberwolves è stato ‘beccato’ dai fan italiani che lo hanno letteralmente sommerso di richieste di selfie e autografi. Qualcosa di inaspettato. Nell’intervista rilasciata alla Rosea infatti, Towns si è detto sopreso dell’atteggiamento dei fan italiani e del loro amore per il basket NBA: “mi ha sorpreso, probabilmente sono stato riconosciuto più in Italia che a Minneapolis. Sapevo che il basket è importante qui, ma pensavo sarebbero tutti stati distratti dal Mondiale di calcio. Invece ho scoperto che gli italiani hanno una passione incredibile per il basket. E che io sono così fortunato da far parte di una lega veramente globale”.
Towns si è poi concentrato sulla sua carriera in NBA, parlando dei suoi mentori. Sono due i cestisti che hanno rivestito un ruolo importante nella carriera di Towns, Al Horford e Kevin Garnett: “sono persone incredibili, giocatori incredibili. Al mi ha fatto capire cosa vuol dire essere un professionista, mi ha aiutato a gettare le fondamenta della mia carriera. KG mi ha insegnato ad essere un giocatore Nba, cosa occorre per diventare un Hall of Famer, uno dei più forti di sempre come lui”.
