Joe Ingles, la nota stonata che fa impazzire i Jazz: il trash talker e antidivo che manda baci agli haters

I tifosi degli Utah Jazz sono letteralmente innamorati di Joe Ingles: l’eroe che non ti aspetti che sta trascinando la franchigia in zona Playoff tra grandi prestazioni, trash talking e gesti diventati virali

Siamo onesti: sono lento, sto iniziando a perdere i capelli e sicuramente non sono quello con gli addominali più scolpiti. Ma nonostante questo posso battere chiunque uno contro uno“. In queste poche parole è riassunto lo spirito di Joe Ingles. Un ragazzo di 31 anni, proveniente dal sud dell’Australia, che dopo 5 anni in NBA, in questa stagione ha deciso di prendere per mano gli Utah Jazz e trascinarli verso i Playoff.

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A primo impatto, guardandolo bene, non scommettereste nemmeno un euro su di lui. La descrizione che ha fatto di se stesso è brutalmente fedele alla realtà: una corporatura ben lontana dal fisico granitico di LeBron James e doti atletiche differenti da quelle di un superuomo come Westbrook. Le sue qualità sono altre. Partiamo dal tiro per esempio, un fondamentale per il quale ha speso delle belle parole addirittura Steph Curry, dichiarando di avere diversi aspetti in comune con il cestista australiano. Niente male come paragone.

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Forse la caratteristica principale di Ingles però è un’altra, il carattere. Sfacciato come pochi, in campo si diverte fra trash talking, taunt e bacini verso gli haters. Si avete letto bene, bacini. È diventato virale il gesto rivolto, dopo un canestro, verso un fan dei Pistons che non aveva fatto altro che provocare lui e i compagni durante tutta la gara. ‘Smack!’. Prendi questo bacino, renderà meno dolorosa la sconfitta.

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Eh già perché chi incontra i Jazz di questi tempi torna a casa con una L in più nel tabellino stagionale. Sono 5 le vittorie consecutive contando quella di questa notte contro i Clippers, diventano 8 nelle ultime 10 partite, per un record stagionale di 25-21 che pone la franchigia dello Utah davanti ai Lakers di LeBron James, i Timberwolves di Karl-Anthony Towns e i Pelicans di Anthony Davis. Il merito è anche degli 11.8 punti, 4.1 rimbalzi e 4.8 assists che mette a partita, più tutto il pacchetto completo di garra e insulti agli avversari. Non sarà bello da vedere ma è efficace: Joe Ingles, la nota stonata nel concerto dei Jazz.