Era una partita da dentro o fuori, lo sapevano bene gli azzurri dopo la sconfitta contro la Serbia di mercoledì. L’avversaria era la Spagna, la stessa che 4 anni fa l’Italia superò con una prestazione eccezionale, ancora negli occhi di tutti. Rispetto a quella gara non c’è Bargnani, ma ci sono ancora Gallinari e Belinelli, le due stelle NBA, le due colonne portanti del gioco azzurro. Dall’altra parte, mancano l’eterno Pau Gasol e il neo milanese Rodriguez, ma la Spagna, pur presentandosi con un roster ridimensionato rispetto agli anni passati, resta sempre una formazione mentalmente solida e talentuosa.

Caratteristiche che purtroppo hanno segnato l’eliminazione degli azzurri. Italia che parte forte nel primo tempo, spinta dall’entusiasmo e da qualche errore di troppo della Spagna che comunque resta in partita. Prima frazione di gioco che si chiude 30-31 per l’Italia ed è la fotografia della partita: i ragazzi di coach Sacchetti fanno giocare male la Spagna, ma non riescono mai a toglierla definitivamente dalla partita. La classe di Riky Rubio (15 punti) e la fisicità di J. Hernangomez (16 punti) e le mani educate del campione NBA dei Raptors Marc Gasol che mette i due punti finali fanno la differenza. Nel secondo tempo l’attacco dell’Italia viene meno, così come le energie per continuare a difendere splendidamente come nel primo tempo (un plauso a Biligha): Belinelli chiude la gara con appena 7 punti, gli stessi di Gentile; Datome si ferma a 12 mentre Gallinari ne piazza 15 con 4 rimbalzi e 4 assist.
La Spagna rosicchia un piccolo vantaggio che risulta decisivo ai fini del 67-60 conclusivo. La formazione di coach Scariolo passa al turno successivo insieme alla Serbia. Per l’Italia resta l’amaro in bocca per aver sprecato l’ennesima, grande occasione, di una delle generazioni più talentuose del basket azzurro che rischia seriamente di passare alla storia da grande incompiuta.
