Steve Nash dice stop. Dopo 19 anni in Nba, il 41enne play canadese dei Los Angeles Lakers, due volte Mvp, otto volte All Star e terzo assist-man nella storia della Lega, ha annunciato il ritiro in una lunga lettera. “Il regalo piu’ grande e’ stato essere completamente immerso nella mia passione e aspirazione per qualcosa che ho amato tanto, visualizzando quei gradini da scalare per raggiungere i miei eroi – scrive – L’ossesione e’ diventata la mia migliore amica, ho parlato con lei, l’ho amata, ho lottato con lei e ho preso anche calci nel sedere da lei. Ho imparato tantissimo su me stesso e la vita e ovviamente ho ancora tanto da imparare”. Nash, che in questa stagione non e’ mai sceso in campo con i Lakers, chiude con 10.335 assist, dietro i soli Stockton e Kidd, ma anche come miglior tiratore di liberi, avendo eguagliato il 90,4% di Mark Price. Selezionato al draft ’96 da Phoenix con la 15esima scelta, due anni dopo viene ceduto a Dallas, dove gioca con Nowitzki e Finley. “Ricordo quando io e Dirk non eravamo nessuno e dopo tutte le vittorie e i grandi momenti vissuti insieme i migliori ricordi sono quelle serate, a inizio carriera, al Landry Center di Dallas per giocare uno contro uno”, racconta Nash, poi tornato ai Suns da free-agent nel 2004. A Phoenix per due anni di fila viene eletto Mvp (2005 e 2006, solo altri 9 giocatori ci sono riusciti), poi nel 2012 firma un triennale coi Lakers. Ma la frattura a un piede alla seconda partita ne compromette la stagione e nel complesso, fra problemi alla schiena, al ginocchio e al bicipite femorale, gioca 65 gare su 164 in due anni. “Volevo accendere la citta’, poi mi sono fatto male e non e’ stato piu’ lo stesso”, scrive ancora Nash il cui pero’ vero rimpianto resta Phoenix: “fa male che i tifosi non ci abbiano mai visto vincere un titolo che avremmo meritato. E’ stato il periodo piu’ bello della mia vita”.
