Nei giorni scorsi, Kyrie Irving ha deciso di operarsi per rimuovere delle viti presenti nel suo ginocchio, risalenti all’operazione del 2015. Viti che si erano infettate e procuravano un’infiammazione al ginocchio che il playmaker dei Celtics non riusciva più a sopportare. I tempi di recupero stimati dalla franchigia dovevano essere compresi fra le 3 e le 6 settimane, quindi Irving sarebbe dovuto tornare in tempo, al massimo, per la seconda serie dei Playoff. I medici però hanno smentito la previsione dei Celtics e il tempi di recupero si sono dilatati: Irving, come noto, non giocherà l’intera postseason. Un duro colpo per i Celtics che hanno perso il loro miglior giocatore e anche il loro leader carismatico. Coach Brad Stevens ha ammesso l’errore di valutazione fatto dalla franchigia:
“pensavamo che il ritorno di Irving sarebbe stato vicino, dalle 3 alle 6 settimane, visto il modo in cui stava migliorando inizialmente. Non c’era motivo di pensare che sarebbe diventato un problema. Ha giocato con queste viti per 2 anni e mezzo. Il problema è l’infezione batterica. La mia idea è che l’infezione fosse lì già da prima e che questo sia stato semplicemente il modo in cui l’hanno trovato“
