Ennesima bufera intorno a Donald Trump, questa volta è lo sport ad avere un confronto faccia a faccia con il Presidente USA. Il caso degli Warriors, campioni NBA, che hanno palesato l’idea di rinunciare ad andare in visita alla Casa Bianca ha mandato Trump su tutte le furie, spingendolo a ritirare il tradizionale invito. Curry ha motivato la scelta come un ‘segnale’ per combattere qualsiasi politica che punti alla discriminazione e alla divisione, Trump ha bollato l’accaduto come una mancanza di rispetto verso la White House e tutto ciò che rappresenta verso l’America.
In merito alla vicenda è intervenuto LeBron James che ha preso le difese di Curry prima con un tweet, nel quale spiegava che Trump non potesse non invitare qualcuno che alla Casa Bianca non ci volesse nemmeno andare, e poi con un video. Nel filmato LeBron inizia dicendo che ‘l’uomo posto in carica’ (Trump) tenta di attuare la sua politica di divisione, questa volta attraverso lo sport. LBJ ha spiegato che lo sport promosso dagli alteti ha a che fare con unità, passione, amore, attenzione, fratellanza, non con gli ideali promossi da Trump. Il ‘Prescelto‘ ha poi concluso citando Curry e tutti gli altri che si sono esposti in segno di protesta, spiegando dichiarando: “dobbiamo stare uniti, non devono esserci divisioni o disuaglianze, come americani dobbiamo restare uniti e saremo più forti. Questi sono tempi critici e io nella posizione in cui sono ho la forza nella mia voce di dirvi ‘amatevi’“. Che dire: un disorso… presidenziale!
“It’s not about dividing. We as American people need to come together even stronger.” — @KingJames responds to @realDonaldTrump’s comments. pic.twitter.com/UHpzXpb42K
— UNINTERRUPTED (@uninterrupted) 23 settembre 2017

