Giorni di grande tensione per la Fiat Torino. La squadra è nel caos più completo e a farne le spese è stato coach Larry Brown, ritenuto non idoneo a guidare la squadra nonostante la sua grande esperienza nel basket NBA. Dopo la separazione consensuale con il coach americano, la Fiat Torino ha detto addio nelle ultime ore anche a Carlos Delfino. Il giocatore è stato tagliato per motivi comportamentali, dopo uno screzio nato nello spogliatoio con il vice presidente, nonchè figlio del presidente, Francesco Forni che a Basket Universo ha dichiarato: “Carlos Delfino è stato l’unico a non voler accettare le critiche, avendo comportamenti ai limiti della violenza nei miei confronti e abbiamo deciso di optare per il taglio immediato”.
Non si è fatta attendere la risposta di Carlos Delfino che ai microfoni di Sportando ha spiegato la sua versione: “questo ragazzino è entrato nello spogliatoio, un posto che non è per tutti dopo una partita. Ha iniziato a dire cose fuori posto, a puntare il dito contro qualcuno dei miei compagni. A me questa cosa ha dato molto fastidio ed ho replicato, non sono stato l’unico ad urlare contro di lui. Non c’è stato alcun confronto fisico. Ma scherziamo? Quello che ho fatto lo rifarei. Io difenderò sempre un compagno davanti al mondo, per me i compagni sono i miei fratelli. Se qualcuno prova a fare delle cose per dividere lo spogliatoio io non lo accetto. Io non dipendo dal salario di questa famiglia per vivere, io non mi faccio trattare in questa maniera, come è abituata a fare questa famiglia. Lo rifarei per tanta gente che in questi mesi a Torino mi ha fatto sentire a casa e mi ha accolto benissimo. Purtroppo questi personaggi sono nel basket e ritengo che gli facciano molto male. Spero se ne vadano presto, come si dice. Rovinano uno sport bello e tanta gente che ci lavora. Pensano di poter trattare tutti come degli schiavi. Se vuole ci mettiamo in campo io, lui, la madre o il padre e vediamo la gente chi vuole che rimanga qui a Torino“.
