E’ uscito in questi giorni il documentario ‘The Last Dance‘, prodotto e rilasciato da ESPN su Netflix sulla storia e carriera di Michael Jordan. Nei primi due capitoli sono già molti i retroscena raccontati dalla leggenda della NBA, che ha rivelato il pessimo stato in cui versavano i Bulls in occasione del suo arrivo.

Questo il suo racconto: “i veterani della squadra facevano cose che non avevo mai visto. Una volta, durante la preseason, ero in hotel a cercare i miei colleghi e ho iniziato a bussare a tutte le porte finchè non sono arrivato ad una da cui potevo sentire qualcuno dire ‘shhhh, c’è qualcuno là fuori’. Poi ho sentito una voce che chiedeva: “Chi è?” Ho risposto: “MJ“. E hanno detto: “Accidenti, è solo il novellino. Non ti preoccupare”. Così hanno aperto la porta e dentro c’era tutto il team. Avevano strisce di cocaina ovunque, tubi di marijuana, donne… Era un vero circolo. Sono stato subito chiaro, gli dissi: ‘Me ne vado. Se qualcuno arrivasse in questa stanza in questo momento, sarei colpevole quanto il resto delle persone in questa stanza’. Gli articoli in quel periodo dicevano che i Bulls erano solo un circolo di cocaina. Da allora sono stato solo. Io personalmente non sono mai andato nei locali, non ho mai fumato, non ho mai usato la cocaina e in quel momento non ho neanche bevuto”.
