Polemiche e accuse accompagnano l’esito a sorpresa della finale del salto con l’asta dove Renaud Lavillenie ha ceduto lo scettro al brasiliano Thiago Braz da Silva.

Il francese, primatista mondiale e oro quattro anni fa, sembrava destinato a ripetersi dopo aver saltato a 5,98, nuovo record olimpico che migliorava di un centimetro quanto fatto nel 2012. Ma Thiago Braz, con un clamoroso 6,03 si è messo al collo un fantastico oro, costringendo Lavillenie all’argento. Tuttavia, il francese non ha digerito la sconfitta, scagliandosi a caldo contro il pubblico brasiliano, reo di averlo fischiato al momento dell’ultimo tentativo, condizionandone la prestazione. “Mai successa una cosa del genere, o meglio per trovare qualcosa di simile bisogna andare a cercare la storia di Jesse Owens nella Berlino del 1936“. Un paragone decisamente eccessivo che ha scatenato tante proteste. Lavillenie si è però scusato dicendo di aver pronunciato quelle frasi a caldo, e ammettendo che il rinvio a quei giorni dei Giochi nazisti era sbagliato: “scusate per il cattivo paragone che ho fatto. Ho reagito a caldo e ho capito solo dopo di aver sbagliato. Chiedo ancora scusa a tutti“.
