Le ore scorrono lente, il sole sembra non tramontare mai per Alex Schwazer che continua a sperare nella partecipazione ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. Il destino del marciatore azzurro è nelle mani del Tas, toccherà a tre giuristi sportivi stabilire se Alex potrà prendere parte alla 20 km di marcia in programma venerdì.

Da un lato il via libera, dall’altro la squalifica richiesta dalla IAAF, durissima solo alla lettura: 8 anni! Sinonimo di carriera finita. Schwazer però non ha intenzione di arrendersi, è continua nel suo programma atletico che prevede un doppio allenamento sul lungomare di Copacabana, naturalmente con il suo allenatore, Sandro Donati. Le otto ore di «battaglia del 31° piano», fra accusa e difesa nell’audizione dell’altro ieri nello studio legale di un palazzone nel centro di Rio, non hanno scalfito l’animo dell’azzurro, tornato in albergo e salito subito sui rulli per allenare il corpo alla fatica della gara. Il Tas ha obbligato tutti i protagonisti della vicenda a non rilasciare dichiarazioni, ecco spiegato il silenzio che avvolge l’entourage di Schwazer. La sentenza dovrebbe essere emessa nelle prossime ore, solo a quel punto si conoscerà il destino del marciatore alto-atesino, che continua a sudare alla caccia di un sogno: quella medaglia olimpica che solo tre giudici possono levargli.
