Dopo ore di interminabile attesa è finalmente arrivata la decisione del Tas sulla squalifica di Alex Schwazer. Sono otto gli anni di squalifica comminato al marciatore alto-atesino che dice addio non solo all’Olimpiade ma anche alla sua carriera. “Sono distrutto” sono le uniche parole che è riuscito a dire alle persone a lui vicine.

Prima di chiudersi in silenzio per 45′ abbondanti. Nel suo hotel a Ipanema, alle 20 ora locale, l’entourage del marciatore altoatesino ha deciso di convocare una conferenza stampa, ma davanti ai cronisti Alex non si presentato, preferendo fare una passeggiata per rimanere da solo assorto nei suoi pensieri. Al ritorno, Schwazer si è seduto nel pub di fronte al suo hotel, ancora senza parole, fissando la televisione dove trasmettevano, ironia della sorte, un match di beach volley dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. “Dovete avere rispetto” ha spiegato ai giornalisti in attesa di una sua reazione ad una sentenza clamorosa e al tempo stesso vergognosa. Alex ci credeva davvero, sperava in una decisione positiva del Tas, invece ecco la cruda realtà: a questo punto la carriera di Schwazer può considerarsi conclusa.
