Jacobs a ruota libera, dai sospetti degli statunitensi al rapporto con i compagni della 4×100: “Tortu? Qualcosa ha incrinato la fiducia”, e su Bolt…

Marcell Jacobs a 360 gradi e senza peli sulla lingua: dal rapporto con i compagni della 4x100 al messaggio mancato di Usain Bolt

Le Olimpiadi di Tokyo sono terminate! Gli atleti di tutto il mondo hanno salutato il Giappone per rientrare nei loro paesi e godersi adesso un po’ di meritato relax. E’ rimasto in terra giapponese fino all’ultimo Marcell Jacobs, che ieri è stato portabandiera dell’Italia nella cerimonia di chiusura.

Giochi Olimpici strepitosi e stratosferici per l’atleta azzurro, che torna a casa con due fantastici ori al collo. Felicissimo ma “distrutto: in queste tre settimane ho dormito poco e male. Prima per il fuso, poi per tutto quello che è successo. Torno al giorno della batteria dei 100. Come sempre alla vigilia di una gara serale, la notte prima ho volutamente tirato lungo. Solo che alle 5.15 ero sveglio come un grillo“, ha raccontato alla ‘rosea’.

Jacobs
Foto di Diego Azubel / Ansa

Jacobs, apparso sempre ‘freddo’ e sicuro di sè, però, ha avuto anche qualche momento di difficoltà: “se ho avvertito pressione? Solo per la semifinale dei 100, una finale anticipata: mi giocavo tutto. Prima del via ho sentito Nicoletta, la mia mental coach: “E se non ce la faccio?”. “Pensa a correre, va là”. Mi ha tranquillizzato. Quando Su Bingtian è scappato via, per un istante ho temuto. Ma raggiunto l’obiettivo della finale, mi sono solo divertito tanto“.

Marcell Jacobs
Foto di Joe Giddens / Ansa

9”80, il tempo di Jacobs: “gara perfetta, anche tecnicamente“, ha spiegato il velocista azzurro ammettendo poi che la pista ha inciso più delle scarpe: “non mi scandalizzo. È il frutto dell’evoluzione tecnologica: c’è sempre stata, generazione dopo generazione. E’ una superficie dura, spinge a bomba, è super performante. Ma va usata col contagocce. Avete visto quanti infortuni? Io stesso, ora posso dirlo, ho corso le due frazioni di staffetta al 90% per via di un fastidio all’interno di un ginocchio dalla cartilagine compromessa: ogni appoggio, una fitta“.

Marcell Jacobs
Foto di Adam Warzawa / Ansa

Marcell Jacobs ha poi svelato qualche retroscena sui rapporti con i colleghi della 4×100:  Desalu è mio fratello, ci conosciamo dai tricolori cadetti 2009 disputati proprio nella mia Desenzano. Con gli altri c’è anche una certa rivalità, ma viene messa da parte. Tortu? I ruoli si sono invertiti, ora tiro io. Nel passaggio può darsi che qualcosa abbia incrinato la fiducia reciproca. Un saluto mancato, un complimento non fatto. Ma conosco bene Filippo, lo stimo e so che certe cose non arrivano direttamente da lui. E dopo quello che ha fatto in finale…“.

Desalu e Jacobs
Foto di Christian Bruna / Ansa

Non è mancato un commento poi sui tantissimi messaggi, complimenti ed inviti ricevuti: “speravo in Usain Bolt: nell’albo d’oro dei 100, dopo il suo nome, compare il mio. Direttamente, però, non si è fatto sentire. Hamilton? È uno scherzo, vero? Potrei svenire. È il mio idolo sportivo. Dovrei essere in vacanza in un resort in Messico in quei giorni, adesso vedremo“.

lewis hamilton marcell jacobs

Sull’arricchimento delle sue tasche dopo l’exploit di Tokyo ha poi aggiunto: “chissà: il più sarà non sperperare e investire bene, magari in immobili. Vorrei che i soldi creassero soldi. Di certo accetterò solamente contratti molto chiari“.

Foto di Adam Warzawa / Ansa

Infine Jacobs ha spiegato il suo rapporto con Spazzini, nutrizionista finito in un’inchiesta legata al mercato nero di farmaci anabolizzanti e ricettari e alle accuse e ai sospetti lanciati dalla stampa estera: “non mi toccano in alcun modo: vado avanti per la mia strada. Nicole dice che sono perfido per come mi faccio scivolare tutti via: dev’essere quell’1% di statunitense che c’è in me. Giacomo? Lo conosco da anni, è di Desenzano come me, siamo quasi coetanei. Da ragazzini, quando si esce le prime volte, è capitato di essere insieme. Quando nel settembre scorso ho preso a collaborare con lui, non sapevo dell’indagine. Diversamente avrei lasciato perdere. Lui, tra l’altro, mette nome e azienda e poi sono i collaboratori a proporre dieta e integrazione. Quando ho saputo la situazione, tramite anche l’intervento di un legale, una lettera ha risolto una scrittura privata che regolava il nostro rapporto. Dalla prima udienza è comunque emerso che lui è estraneo ai fatti e, credo a ottobre, ci sarà quella che dovrebbe scagionarlo. Dopo i 100, conoscendomi da una vita, si è fatto prendere dall’entusiasmo e ha sostenuto di esserci anche lui nel mio team. Non è così e gli è stato chiesto di cambiar rotta. Oltre che di rimuovere tutti i suoi post che affermavano cose del genere“.