“Ancora una volta mi sono divertito – racconta il bronzo olimpico del salto triplo Fabrizio Donato dopo il 16,70 con cui ha superato la qualificazione agli Europei Indoor di Belgrado – anche se oggi all’inizio non si era messa benissimo.

Ma dico sempre che i veri campioni si vedono anche in momenti come questi, quando si riesce a rimettere in piedi una gara all’ultimo salto. 16,70 è una buona misura, non male come esordio stagionale, ma io di solito vado sempre meglio alla seconda…vediamo un po’ che succederà in finale – aggiunge il 40enne finanziere romano – adesso si resetta, si recupera e si pensa solo alla finale di domenica“. A proposito di Andrew Howe, fuori dalla finale del lungo per appena un centimetro, le parole di Donato non sono quelle di un semplice coach, ma di un vero amico. “Mi toglierei qualcosa io per darla a lui. E’ un grande atleta, un grande uomo e un ragazzo con un cuore d’oro. Un vero professionista, lo dimostra quello che siamo riusciti a fare in questi quattro mesi insieme: vi assicuro che non è da tutti. Mi dispiace perché sta bene e si sarebbe meritato la finale. Come capitano oggi dovevo fare qualcosa di buono, non potevo permettermi di sbagliare, volevo mandare un segnale alla squadra, al mondo dell’atletica e dello sport italiano e il segnale è quello che non ci si deve arrendere mai e bisogna provarci fino in fondo!“.
