Atletica, IAAF Diamond League: per l’Italia protagoniste Trost e Vallortigara

Trost e Vallortigara, un salto tra le stelle di Parigi. Sabato 30 giugno la settima tappa della IAAF Diamond League. Alto con l'azzurra bronzo mondiale indoor e la capofila italiana stagionale. Nei 400hs nuova sfida Samba-Warholm. Diretta TV su Fox Sports HD (ore 20-22)

Sabato 30 giugno settimo appuntamento della IAAF Diamond League 2018 con il meeting di Parigi. In gara nella capitale francese l’azzurra Alessia Trost, bronzo mondiale indoor dell’alto, che proverà a migliorare il primato stagionale outdoor di 1,90, e Elena Vallortigara, leader nazionale stagionale e quarta nelle graduatorie mondiali con l’1,96 di Zoetermeer. Per le due azzurre il miglior cast possibile di avversarie, con Mariya Lasitskene-Kuchina al confronto diretto con l’olimpionica di eptathlon Nafissatou Thiam, la sfida di maggior richiamo tra le gare parigine in pedana. Grandi confronti ovunque, a partire dall’ennesimo vis a vis tra Samba e Warholm nei 400hs uomini, Kendricks-Duplantis-Lavillenie nell’asta e il triplo donne con tutte le migliori specialiste del pianeta.

TROST E VALLORTIGARA – Due azzurre in pedana a Parigi. Alessia Trost (Fiamme Gialle) è al terzo impegno stagionale in Diamond League dopo il settimo posto di Roma e il quinto di Stoccolma. Per Elena Vallortigara (Carabinieri) si tratta del secondo meeting del massimo circuito IAAF dopo l’esordio con il bel terzo posto dell’Olimpico e il personale migliorato a quota 1,96 in Olanda. Occasione unica per entrambe per progredire in altezza e in competitività, in un contesto che più prestigioso non si può. Il duello-top è tra la campionessa del mondo Mariya Lasitskene-Kuchina, imbattuta da oltre 40 gare e reduce dal 2,01 del fine settimana russo, e l’olimpionica di eptathlon Nafissatou Thiam, salita a 2,01 a Gotzis nel tradizionale meeting di prove multiple. Tra le due il bilancio è di 4 a 1 in favore della russa. In pedana anche il resto della compagnia di vertice, dalla bulgara Demireva (2,00 a Stoccolma) all’ucraina argento mondiale Levchenko.

SAMBA-WARHOLM, ATTO QUARTO – Ormai la sfida dell’anno, in attesa che tra i due si inserisca una corsia per l’antiguano Benjamin (47.02), presente a Parigi in un 200 metri attesissimo. Il qatariano Abderrahman Samba guida i confronti diretti con il norvegese campione mondiale Karsten Warholm per 3 a 1. Ha perso la finale iridata di Londra, ma nei tre confronti di quest’anno ha sempre vinto con crono da primato. Per Warholm, sceso due volte sotto i 48 secondi, obiettivo vittoria e riscatto. Terzo incomodo della sfida, Kyron McMaster, altro uomo da meno-48, il più giovane del terzetto, primatista delle Isole Vergini. Ostacoli alti con un altro russo sugli scudi, il primatista stagionale Shubenkov (12.99) alle prese con i migliori giamaicani (Levy e Parchment) e diversi moschettieri di Francia (Martinot-Lagarde, Darien, Bascou e Payen), oltre allo spagnolo Ortega.

BAKER, SU, NORMAN: E’ SUPER-SPRINT – Grandissimi nomi nelle gare veloci, anche con sfide inedite: il primatista del mondo indoor dei 400 Michael Norman e leader 2018 in 43.61 si cimenta sui 200 metri in un evento non-Diamond League dove troverà il secondo performer di sempre dei 400hs Rai Benjamin, il primatista spagnolo di 100, 200 e 400 Bruno Hortelano e l’immancabile Lemaitre.

Elena Vallortigara e Alessia Trost (foto Colombo/FIDAL)
Abderrahman Samba (foto Colombo/FIDAL)
Sui 100 metri il primatista asiatico Su Bingtian, 9.91 a Madrid nel favoloso cento metri del record italiano di Filippo Tortu, è atteso dal primatista europeo Jimmy Vicaut (9.92 quest’anno), dai top-sprinter statunitensi Ronnie Baker e Michael Rodgers, dall’ex-iridato Yohan Blake e dagli africani Simbine e Cissé. I 200 donne ritrovano l’ivoriana Marie-Josée Ta Lou, la miglior velocista della prima parte di stagione, con la compagnia della campionessa USA Jenna Prandini e della giamaicana Shericka Jackson. Infine i 400 donne con la regolarissima e imbattuta, nel 2018, Salwa Aid Naser, vincitrice a Roma, Oslo e Stoccolma, affrontata dal meglio del giro di pista a stelle e strisce, a partire dalla co-primatista stagionale Shakima Wimbley, campionessa nazionale nell’ultimo fine settimana a Des Moines in 49.52.

SALTI E LANCI, TUTTO IL MEGLIO A PARIGI – Asta uomini, triplo donne, disco per tutti i gusti. I cast delle quattro specialità in programma a Parigi garantiscono show e sfide di primo piano. Nell’asta Armand Duplantis cerca una nuova affermazione contro il campione mondiale Kendricks, battuto a Stoccolma, e il primatista Lavillenie, sconfitto a Montreuil. La presenza degli altri campioni del mondo Holzdeppe, Barber e Wojciechowski, dell’olimpionico di Rio Thiago Braz e del campione europeo Lisek fanno di questa gara la più titolata dell’intero meeting. Idem al femminile con un triplo dove le due pantere americane Ibarguen e Rojas si daranno battaglia per vincere e superare i vertici stagionali, guidati dalla statunitense Franklin, presente in pedana al pari dell’olimpionica Rypakova e di tutte le altre saltatrici-top in circolazione, Minenko, Williams, Ricketts-Thomas, e delle ultime arrivate ai vertici della specialità (Soares e Peleteiro). Nel disco donne ancora tema-Perkovic contro tutte: guidano le avversarie le abituali cubane Perez e Caballero. Disco uomini con un nuovo duello tra il lituano campione del mondo Gudzius e il giamaicano Dacres, in compagnia dei soliti agguerriti Hadadi, Stahl e con in pedana anche l’olimpionico Christoph Harting.

SEMENYA CACCIA AL PRIMATO – Il meeting di Parigi vanta un clamoroso 1:54.91 di Pamela Jelimo, vecchio di una decade. Superarlo, per Caster Semenya, equivarrebbe a stabilire il record nazionale e della Diamond League. Contro la sudafricana ancora Francine Niyonsaba, la statunitense Wilson ancora campionessa nazionale nel meteo tempestoso di Des Moines, e l’etiope Alemu. Timothy Cheruiyot guida la claque dei 1500 uomini, dove il rivale più pericoloso è ancora uno dei più giovani, l’etiope Tefera. Questione keniana, sulla carta, nei 3000 siepi donne, con Hyvin Kiyeng ancora alle prese con le connazionali Chepkoech e Chespol. Infine gli 800 uomini non-Diamond League con il tema “all blacks” Kenya-Australia: Rotich, Kitilit e Bett contro il duo dell’altro emisfero Bol e Deng, eccellenti performer a Stoccolma.