“Il nostro orizzonte non guarda a una medaglia agli Europei di Birmingham di agosto, quello che vogliamo è ritrovare il suo sprint per il 2028. Parteciperemo agli appuntamenti stagionali e anche alle staffette, ma il tutto e subito non è nei nostri piani”. Lo dice a Repubblica il ritrovato allenatore di Marcell Jacobs, Paolo Camossi delle Fiamme Azzurre. “La decisione di continuare fino a Los Angeles 2028, dopo un momento un po’ di sconforto, è sua. L’ha presa da solo. Non c’è nessuno che da fuori può aiutarti a ritrovare le motivazioni”.
“Ci siamo rivisti ai Mondiali di Tokyo davanti a un’improbabile pizza giapponese. Abbiamo parlato per più di due ore, ma non di atletica: di vita, di quanto sia cara l’America quando vai a fare la spesa al supermercato, mi ha raccontato che suo figlio fa motocross e mi ha detto che si sentiva spento, io gli ho parlato dei miei progetti. Non abbiamo toccato aspetti tecnici. Mi ha chiesto consigli. Ci siamo risentiti. A volte senti dire: è stato il destino a separarli. Noi non potevamo far decidere il destino. In questi due anni c’era stato un allontanamento vero, io sono stato a fare un’esperienza in Cina, lui si è trasferito con la famiglia a Jacksonville. Certo potevamo sempre telefonarci e parlare dei nostri figli, ma non l’abbiamo fatto. Avevamo proprio bisogno di un distacco, di fare i nostri percorsi”
I primavera Jacobs, che vive in Florida, tornerà a Roma per allenarsi: “non so ancora quale campo sceglieremo. Ma voglio stare vicino all’Istituto di Scienza dello sport dove hanno apparecchiature della valutazione della performance e personale molto qualificato. Non c’è da inventare l’acqua calda, ma bisogna trovare la giusta temperatura per una buona doccia, e magari aggiungerci qualcosa”.

