Le Olimpiadi di Tokyo si avvicinano sempre più. Imprevisti a parte, a fine luglio inizieranno i Giochi, seppur in una versione nuova a causa della pandemia di coronavirus che costringerà gli organizzatori a stabilire delle precise regole anti-Covid. Gli atleti, comunque, si stanno preparando, consapevoli che, anche se non dovesse esserci il pubblico sugli spalti a sostenerli dovranno dare il meglio di sè, anzi, a maggior ragione, saranno motivati a far bene per regalare agli spettatori a casa una grande gioia dopo oltre un anno di dolore, sacrifici e sofferenza.
Tra coloro che di gioie ne ha regalate già tantissime e che, però, non si accontenta mai e punta sempre più in alto, c’è Simone Biles. Colei che ha vinto tutto vuole osare a Tokyo, ma c’è qualche cavillo ‘burocratico’ da superare. La campionessa statunitense, che vanta 4 ori olimpici e 19 titoli mondiali dal 2013 ad oggi ha avuto una vita difficile: data in affido ai nonni materni a seguito della ‘fuga’ del padre e della dipendenza da alcol e droghe della madre, Simone Biles ha dovuto fare i conti con importanti difficoltà anche nella sua carriera da atleta. E’ stata infatti una delle atlete che ha denunciato l’ex medico della federazione USA Larry Nassar per violenza sessuale e ha dovuto fare i conti anche con qualche acciacco fisico.
Nonostante qualche preoccupazione a seguito del rinvio delle Olimpiadi a causa di alcuni problemi fisici, Simone Biles ha deciso di rilanciare, volendo sorprendere tutti con un nuovo salto al volteggio. La campionessa statunitense si sta infatti allenando per il “Yurchenko”, ma i giudici potrebbero impedirle di eseguirlo.
Il salto Yurchenko
Il salto prende il nome dell’atleta sovietica che per prima lo propose negli anni ’80. Alla ginnasta non fu consentito di eseguirlo alle Olimpiadi e al momento solo pochi uomini riescono a realizzarlo. Esistono diverse ‘versioni’ del salto Yurchenko e, ovviamente, Simone Biles punta a quella più complessa e completa. La statunitense, nel suo salto Yurchenko effettua una rondata, flic-flac con doppio avvitamento e salto in avanti teso con altri due avvitamenti in volo, prima di atterrare perfettamente a terra. Il primo a realizzare questo salto in campo maschile fu Yang Wei, campione olimpico alle Olimpiadi di Sidney del 2000.
Problemi col regolamento
Simone Biles, motivata probabilmente dalla pandemia, dalle chiusure e dal lockdown, è andata a caccia di nuovi stimoli, ma potrebbe trovare delle difficoltà burocratiche nel suo cammino verso le Olimpiadi di Tokyo. La Federazione potrebbe infatti vietare alla campionessa di effettuare il salto per il quale si sta allenando insistentemente, non si tratta però di un capriccio ma di una decisione che verrebbe presaper il bene dell’atleta. Come spiegato dall’allenatore della statunitense, il salto è estremamente pericoloso, soprattutto per le caviglie delle atlete. Se così fosse, Simone Biles dovrà rivedere il suo programma, ma gli allenamenti incentrati sul salto Yutchenko non risulterebbero vani: la campionessa potrebbe infatti eseguirlo comunque nelle esibizioni o nei trials statunitensi, regalando uno spettacolo davvero pazzesco. La ginnastica alle Olimpiadi perderebbe quello che sarebbe uno spettacolo unico, ma se così fosse sarebbe una decisione per il bene di Simone Biles. Cosa potrebbe succedere se la statunitense si infortunasse clamorosamente in diretta mondiale? Quello, probabilmente, non sarebbe un bello spettacolo.

