Scherma Lipsia 2017 – Un Pizzo che vale oro! Ispirazione Federer, apnea e amore per la moglie: Paolo a 360°

Paolo Pizzo conuista la medaglia d'oro ai Mondiali di Scherma di Lipsia 2017 e si racconta in un'intervista in cui svela tutti i dettagli della sua vita fatta di piccoli sacrifici e battaglie vinte

Paolo Pizzo ai Mondiali di Lipsia 2017 regala un’immensa soddisfazione all’Italia e diventa campione del mondo, per la seconda volta nella sua carriera, battendo il suo avversario l’estone Nikolai Novosjolov col punteggio di 15-13. Un oro che vale tantissimo quello dell’atleta azzurro che ci ha messo tutto se stesso per conquistare questo fantastico traguardo.

LaPresse/Reuters

Pizzo dopo aver superato il tumore che si è visto diagnosticare a 14 anni, ha una marcia in più. Quella di coloro che messi di fronte ad un intervento al cervello ed alla vita o alla morte sanno come ottenere ciò che vogliono nella vita. “Il mio stile non è da copiare. – svela alla Gazzetta dello Sport lo schermidore – Ma io ormai non posso più cambiare, gli esteti avranno pazienza: dite pure che fa schifo, ma la luce si accende”.

“Pizzo è uno molto istintivo – spiega il tecnico azzurro Dario Chiadò che lo ha seguito fino alla conquista del primo gradino del podio a Lipsia -, ci mette sempre molto del suo”. Colui a cui Paolo Pizzo dedica l’oro poi è una persona molto speciale per lui. Oleg Pouzanov, suo maestro e prima persona a credere in lui non c’è più ma lui lo ricorda così: “questo oro è per lui, lui era qui con me, in finale la luce si accendeva da sola. Mi ha guidato da lassù”.

Gli altri scenari che raccontano Paolo sono svelati dalla moglie Alvinia Bonessio, ex azzurra del pentathlon, che come riporta Gazzetta dello Sport ammette: “si è immerso con Mike Maric per imparare a controllare la respirazione nei momenti difficili”. Cosa che è servita tantissimo a Pizzo come ammette lui stesso: “mi è servito tantissimo, soprattutto nel primo incontro contro il russo”.  “E’ uno che Paolo soffre molto – ammette Sandro Cuomo suo c.t. -, alla vigilia abbiamo studiato insieme con Chiadò come affrontarlo. Quel match così difficile credo lo abbia costretto a dare il massimo da subito. Questo oro è più incredibile di quello di Catania. Paolo non aveva brillato a inizio stagione, poi qualche buon risultato in coppa e l’argento europeo lo hanno riacceso”.

“Mi ispiro molto a Federer, con il dovuto rispetto. – conclude Pizzo – Lui è più grande di me ma sembra ancora un ragazzino, ma migliora sempre, anch’io cerco di farlo. Mia moglie è stata fondamentale, anche lei è sportiva (ex azzurra del pentathlon), mi ha fatto vivere bene anche i momenti difficili. Stiamo pensando di mettere su famiglia, è bellissimo”.