Premio Grappolo d’Oro Clivus: Marino Bartoletti protagonista del prestigioso evento [GALLERY]

Marino Bartoletti, giornalista ed esperto in musica,  è stato protagonista del Premio Grappolo d'Oro Clivus: "lo sport è integrazione"

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  • Credits: Mirko Barbieri
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Lo sport da sempre incarna molti valori, ma mai come oggi è veicolo di integrazione». Non ha dubbi in merito Marino Bartolettipremiato ieri sera, venerdì 30 giugno, all’ottava edizione del Premio Grappolo d’Oro Clivus di Cantina di Monteforte, in collaborazione con il Gruppo Sportivo Val d’Alpone de’ Megni. “Se metti dei bambini a correre dietro ad un pallone – ha spiegato Bartoletti – non importa se sono bianchi o neri, di differenti religioni o di differenti paesi, loro inevitabilmente si metteranno a giocare assieme”. A Monteforte d’Alpone, ospite di un talk show all’aperto che ha avuto per scenario il chiostro del Palazzo Vescovile, con la verve che lo contraddistingue, ha spaziato dallo sport alla musica, dalle Olimpiadi del dopoguerra al Festival di Sanremo, raccontando ricordi, aneddoti e retroscena di più di quarant’anni vissuti a dare voce alle imprese italiane. E non poteva che utilizzare una metafora sportiva per delineare il suo punto di vista sul nostro Paese: L’Italia è grazie alla bici che è tornata in piedi: le imprese di Coppi e Bartali nel dopoguerra hanno ridato speranza ad una nazione ferita. Pedalando ci siamo rialzati, pedalando abbiamo affrontato la ricostruzione. Io ci credo ancora, questo Paese deve trovare la forza di tornare a pedalare”.

Tra le pagine più emozionanti della sua carriera, Bartoletti ha citato la medaglia d’oro di Yuri Chechi alle olimpiadi di Atlanta del 1996, quando “l’Italia si svegliò con le immagini di un angelo laico che volava sugli anelli, ricordando a tutti la purezza dello sport”. Ma accanto a veri e propri momenti di gloria non sono mancate situazioni drammatiche, come la morte, vissuta dal vivo, di Marco Simoncelli o la disperazione dell’Heysel, lo stadio di Bruxelles, quando nel 1985 alla finale della Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool morirono 39 persone, di cui 32 tifosi italiani. Tutti avvenimenti raccontati secondo un unico principio, semplice ma indispensabile: la verità; “perché ancora oggi, anche su Facebook, quando racconti con verità e passione, riesci sempre a educare il pubblico e a farlo sentire bene”. Dallo sport alla musica, con incursioni anche al Festival di Sanremo che è come “l’Italia guardata in filigrana: ne rappresenta la società attraverso le canzonette”. Per questo, ha spiegato Bartoletti, “guardo con antipatia chi si avvicina al Festival con la puzza sotto il naso, perché ci sono edizioni più o meno belle, ma dopotutto il Festival non è altro che la metafora del nostro Paese“. “Sono contento che abbia vinto Gabbani – ha aggiunto – perché è riuscito a comunicare qualcosa di inedito, quasi come fece Modugno nel 1958». Infine quando gli si chiede di accostare al vino Soave, co-protagonista del premio, due personaggi di sport e musica Bartoletti non ha dubbi: “tra gli sportivi, Dino Zoff, grande bandiera del suo paese, come il Soave lo è di questa terra… e Vasco Rossi fra i cantanti, perché come il Soave ha molte sfaccettature e ognuno può scegliere quella che più gli aggrada”.

Il Premio Grappolo d’Oro Clivus è uno degli appuntamenti più attesi del panorama culturale veronese proprio in virtù dell’impegno di Cantina di Monteforte che, fondendo in un unico evento sport, cultura, amore per l’ambiente e vino di qualità, valorizza le eccellenze di un territorio al quale è profondamente legata. Occasione suggellata quest’anno da uno speciale brindisi col Soave Classico Clivus, la referenza di punta di Cantina di Monteforte, destinato solo all’alta ristorazione italiana ed estera e ai più selezionati wine bar. Una referenza scelta anche per ribadire l’impegno dell’azienda sul fronte della biodiversità e della tutela dell’ambienteCantina di Monteforte è infatti la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment.

Da anni la nostra cantina persegue tecniche produttive a basso impatto ambientale che puntano alla salvaguardia della biodiversità e alla tutela del paesaggio – sottolinea Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Monteforte –. E il premio Grappolo d’Oro-Clivus rappresenta una sintesi ideale tra questa attenzione per il territorio, con le sue numerose eccellenze enologiche, e la qualità della vita, il benessere e quindi lo sport. La premiazione di Marino Bartoletti, in questa ottava edizione del Premio Grappolo d’Oro Clivus, ha messo in luce, ancora una volta, lo stretto legame che unisce l’attività sportiva e i suoi valori con le colline del Soave, riconosciute dal Ministero delle politiche agricole e forestali quale primo “Paesaggio rurale di interesse storico” d’Italia”.

Nel corso della serata la giuria ha conferito un premio speciale alla giornalista del quotidiano “L’Arena”, Paola Dalli Cani, “per la notevole mole di lavoro prodotto nell’intento di far conoscere le bellezze naturali e artistiche della zona”. È stata inoltra riconosciuta una menzione ex aequo “per aver contribuito alla conoscenza delle peculiarità della “42ª Montefortiana”, a Gianni Biasetto de “Il mattino”, Claudio Pasetto Federico Pradel di “Verona sette”, Alessandro Galli di “Top Runner TV”, al Presidente nazionale della rivista “Sport insieme FIASP”, Alberto Guidi, e a tutta le redazione; alle redazione di “Primogiornale Est Veronese”, “Runners e Benessere”, “Correre”, “Telenuovo”, “Tele Arena” e all’operatore video Franco Lanfredi.

Marino Bartoletti – giornalista, commentatore e conduttore televisivo. 
Nato a Forlì nel 1949, è laureato in Giurisprudenza. Inizia la carriera giornalistica al “Resto del Carlino”, per poi passare al “Guerin Sportivo” diretto da Gianni Brera e successivamente al “Giorno” dove rimane per un decennio. All’inizio degli anni ’80 prende il via la carriera televisiva in Rai, conducendo prima il “Processo del Lunedì” e poi la “Domenica Sportiva”. Tornato al “Guerin Sportivo” come prima firma, ne diviene direttore nel 1987. Nel 1990 costruisce la redazione sportiva di Mediaset, ideando e in parte conducendo tutte le prime trasmissioni di settore dell’azienda. Riprende poi il suo rapporto con la Rai, dove è tra gli ideatori della trasmissione domenicale “Quelli che il calcio”, che conduce per otto anni assieme a Fabio Fazio. Assume poi anche il ruolo di direttore di Rai Sport dal 1994 al 1997.

Nel 2002 è direttore editoriale di RCS Multimedia e quindi direttore scientifico dell’Enciclopedia Treccani dello Sport. Nel settore radiofonico conduce numerose trasmissioni, non solo sportive, data la sua competenza musicale, e figura tra gli artefici della nascita di “Radio 24”. Diversi sono i mensili ideati e diretti, tra questi “Calcio 2000”, “Goal” e “Solocalcio”. Attualmente è opinionista Rai per le maggiori manifestazioni sportive. Da ricordare anche i documentari realizzati per “La Storia siamo noi” di Rai Educational e l’Enciclopedia Panini del calcio italiano, ideata e curata nel 1989, poi ripubblicata a fascicoli dalla Gazzetta dello Sport. Tra gli incarichi extra-giornalistici, quello all’interno della Commissione interministeriale per la riforma dello sport nella scuola, di presidente dell’ “Associazione italiana città ciclabili” e di consigliere di “Milanosport”, la società che gestisce e promuove gli impianti sportivi di Milano. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, sportivi e non solo, tra cui l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana nel 1996.