Al Twin River Casino di Rhode Island è andato in scena il CES 46, evento di arti marziali miste con un incontro davvero singolare presente nella card. Nel quarto match della serata, ha fatto il suo esordio John Gotty III, nipote del famosissimo boss condannato all’ergastolo nel 1992 per una serie di reati, fra i quali 5 omicidi. Il ragazzo ha esordito nella categoria pesi welter, vincendo per TKO al primo round contro lo sfidante Johnny Adams.
Ai microfoni del ‘Sun’, John Gotty ha spiegato di esserssi appassionato al mondo delle MMA per legare di più con il padre: “quando mio padre è tornato dal carcere, le arti marziali miste sono state un modo per farci legare perché guardavamo tutti i grandi incontri insieme a casa o dal vivo. Visto però che ho deciso di farla diventare la mia professione, credo che ora rimpianga di aver sostenuto il mio interesse, pur essendo orgoglioso di me, perché quale padre vorrebbe vedere il figlio in un ambiente del genere?“.
Il suo obiettivo però è contribuire ad associare il nome della famiglia Gotty a qualcosa di positivo, slegandolo dalla pesante eredità negativa del nonno. “Il passato è passato e non puoi cambiarlo – ha scritto John Gotty in un post sui social – mio nonno sarà ricordato per i prossimi 100 anni, mio padre ha la sua storia, io sto cercando di proiettare un’immagine positiva di me e della mia famiglia e spero che fra qualche anno, quando la gente sentirà il nome (Gotti), penserà anche a me“.
John Gotti III 1st pro win by verbal stoppage @ CES 46… pic.twitter.com/mWcMSeKQ4R
— Mystic Mos ? (@TheMMAholes) 28 ottobre 2017
