Il 2017 volge al termine. Un anno che ha fatto ritornare grande l’equitazione italiana a suon di successi e medaglie, ma con un occhio sempre attento alla gestione della Federazione Italiana Sport Equestri. Il presidente della Fise Marco Di Paola, eletto alla presidenza della FISE a gennaio di quest’anno, ha fatto un punto della situazione. A cominciare dai successi sportivi. Queste le parole del presidente in un’intervista all’Italpress:
“Napoleone diceva che voleva generali fortunati. Il nostro Consiglio è stato molto fortunato e dobbiamo ringraziare i nostri cavalieri, i cavalli, i tecnici e i proprietari per la professionalità dimostrata. Stiamo crescendo in maniera seria e professionale. I risultati si vedono in tutte le discipline. Le tre olimpiche ci stanno portando piazzamenti a livello internazionale. Abbiamo vinto una medaglia agli Europei senior di Completo che mancava dal 2009. Nel salto ostacoli abbiamo diversi cavalieri tra i primi al mondo e i nostri campioni ci hanno regalato proprio quest’anno una storica vittoria a Piazza di Siena. I giovani, poi, continuano a primeggiare nelle diverse categorie. Il dressage sta crescendo giorno dopo giorno con diverse promesse che si avviano a diventare certezze. Le altre discipline FEI continuano a portare medaglie. Non possiamo lamentarci, anzi dobbiamo gioire per questi successi. La vera bravura la dimostriamo se sapremmo capitalizzare e consolidare i successi dei nostri atleti”.
Il 2018 è ormai alle porte e le aspettative sono diverse:
“Vorremmo continuare nella linea tracciata e migliorare sotto un aspetto di programmazione e organizzazione. Il mondo dello sport e’ diventato esigente e professionale. Non è possibile lasciare spazio all’improvvisazione. I cavalieri hanno bisogno di supporto organizzativo, obiettivi chiari e soprattutto di una Federazione che li aiuti ad affrontare lo sport moderno con la necessaria professionalità e organizzazione. Mi aspetto che i nostri tecnici federali costruiscano un movimento dal basso verso l’alto che non trascuri la crescita delle giovani promesse per indurre a un sistema meritocratico e a piramidale, per premiare i risultati e la serietà. Il nostro obiettivo deve essere a lungo termine. Lavorare molto sui giovani o sulla seconda fascia per arrivare ad avere un ricambio generazionale per Parigi 2024”.
Un argomento ha infuocato la fine di questo 2017 e cioè la scelta sulla destinazione finale dei cavalli: destinati alla produzione animale o no. Quindi cavalli DPA o NON DPA?
“Certamente NON dpa. Però la Federazione deve avere atteggiamenti responsabili e soprattutto deve rivolgersi alla minoranza di proprietari che stimiamo sul 20% che ancora non hanno fatto una scelta responsabile verso i nostri amici cavalli. La Federazione e’ di tutti e rappresenta tutti. Non puo’ abbandonarsi a fanatismi o estremismi. Deve proporre progetti culturali e di sensibilizzazione verso l’amore per i cavalli. Non deve respingere, ma avvicinare e convincere anche i proprietari che ancora non hanno scelto o hanno sbagliato scelta. La nostra Federazione non ghettizza, ma cerca di coinvolgere, istruire e migliorare le persone”. Anche diversi top riders si sono movimentati per questa campagna nei confronti del NON dpa. “Hanno fatto bene, lo abbiamo apprezzato perchè rispecchiano il nostro sentimento e quello della maggioranza dei tesserati. Sono questi i modelli culturali e di sensibilizzazione che dobbiamo proporre. Sono dei campioni e devono dare l’esempio per primi, suscitare emulazione e attenzione al problema. Questo e’ l’esempio che deve offrire un campione responsabile. La Federazione puo’ avere solo giovamento da una campagna di sensibilizzazione responsabile pero’ non puo’ lasciare spazio a fanatismo o estremismo che vorrebbe farci passare come sfruttatori o “macellai” dei nostri compagni di sport e vita”.
Diverse le tematiche sul campo per il 2018.
“Abbiamo diversi temi sul tavolo. Abbiamo una trasferta ai WEG negli Stati Uniti molto onerosa, ma anche qualificante per le Olimpiadi e potenzialmente ricca di medaglie. Dobbiamo arrivarci con una programmazione seria e un’organizzazione adeguata. Purtroppo inciderà molto sul bilancio economico della Federazione! Per quanto riguarda Piazza di Siena abbiamo promesso di portare l’evento al pareggio di bilancio. Stiamo facendo investimenti importanti e i primi contratti chiusi con gli sponsor ci confermano la bontà delle scelte. Vorremmo anche implementare molto sulla presenza di eventi internazionali in Italia e su un ruolo leader della nostra Federazione all’interno di FEI. Abbiamo alcune tematiche burocratiche da risolvere come i trasporti e le problematiche con l’Agenzia delle Entrate. Anche qui i contatti proseguono, le elezioni parlamentari purtroppo rallentano molto i processi decisionali, pero’ siamo attivi e per il 2018 vorremmo arrivare alla definizione. Dovremmo organizzare meglio la macchina federale in maniera da renderla più efficiente per i servizi ai tesserati e eliminare la burocrazia e per tal via riuscire a rendere i Comitati regionali centri di promozione dello sport sul territorio e di servizi ai tesserati. Stiamo ridefinendo i rapporti con gli e Enti di Promozione per cercare di svolgere il nostro ruolo leader nello sport equestre, in quanto Federazione riconosciuta dal CONI, e confrontarci con una concorrenza leale a parità di costi e di standard qualitativi. Questo significa anche che dobbiamo alleggerire i nostri costi e proporre modelli organizzativi più efficienti e meno costosi. Abbiamo raggiunto un accordo sui Pratoni del Vivaro che deve tonare a essere il nostro centro federale, una fucina per la cultura equestre e la crescita dello sport equestre nel centro sud. Abbiamo definito un protocollo con il Demanio, il Comune di Rocca di Papa e stiamo coinvolgendo anche il CONI che deve dare sempre l’approvazione finale”. (ITALPRESS).
