Un’impresa tanto complicata quanto soddisfacente, una lunga pagaiata nelle acque italiana per prendersi un posto nella storia. Stiamo parlando del canoista palermitano Vicky Varia, che da 7 giorni viaggia verso la Porta Santa.

Partito da Palermo, l’atleta siciliano socio della Canottieri Palermo è giunto già a Messina, e nei prossimi giorni proseguirà in questo suo percorso lungo mille chilometri che lo porterà ad attraversare la Porta Santa a Roma. Un viaggio di sport e di fede, iniziato lo scorso 19 luglio e che si concluderà intorno a metà agosto, dopo ventisei tappe, che termineranno con la risalita del Tevere. “Non vuol essere soltanto un’impresa sportiva ma anche un cammino spirituale, che sono sicuro mi arricchirà moltissimo – racconta Varia al telefono – sono un vecchio canoista che ha viaggiato in kayak per mezzo Mediterraneo sia in solitario sia in gruppo, quindi l’esperienza non mi manca, anche se un viaggio così lungo e impegnativo, in canoa, in solitario e in piena autonomia, comporta anche alcuni rischi e un grande dispendio di energie fisiche e mentali. Il motivo che mi ha spinto ad intraprendere questo viaggio è la grande ammirazione per Papa Francesco che ritengo il maggiore leader mondiale e non solo a livello spirituale. Pernotto dove posso – racconta lui stesso – campeggi, lidi balneari, sedi della Lega Navale, e se sono costretto anche in spiagge libere. So che non è facile, ma spero di farcela. Sono già iscritto in Vaticano come pellegrino per attraversare la porta Santa. Sono un pellegrino in canoa, i pellegrini medievali andavano a piedi ed io vado in canoa“.
