I casi di doping nello sport sono frequenti ma ci sono discipline che sorprendono più di altre quando i casi vengono scoperti. Infatti il norvegese Geir Helgemo, numero uno al mondo nel bridge, il famoso gioco di carte, è stato squalificato per un anno per doping dalla Wbf, la Federazione internazionale di bridge, ufficialmente riconosciuta dal Cio. Il 49enne norvegese ma che compete a livello internazionale per il Principato di Monaco, è risultato positivo al testosterone sintetico e alla droga per la fertilità femminile, clomifene, in un evento della World Bridge Series a Orlando a settembre.
Dopo aver accettato di aver violato le regole antidoping, Helgemo è stato sospeso dalla World Bridge Federation (WBF) fino al 20 novembre e gli sono stati anche revocati tutti i titoli, medaglie e punti della World Bridge Series 2018. Kari-Anne Opsal, presidente della Norwegian Bridge Federation, ha detto che le droghe non “migliorano le performance“. In una dichiarazione sul sito web della federazione, ha detto: “Geir Helgemo ha già giocato per la squadra nazionale norvegese ed è la nostra più grande stella. Molti all’interno della comunità del bridge conoscono Geir e lo rispettano. È sua responsabilità non prendere sostanze che fanno parte della lista dei prodotti dopanti, anche se in questo caso non migliorano le prestazioni nel bridge. Spero che tornerà più forte dopo la fine della sua squalifica“.
La World Bridge Federation (WBF) è riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale e in quanto tale rispetta le regole dell’Agenzia Mondiale Anti-Doping. Il bridge comunque non sarebbe nuovo a questi casi. Tanto che una classifica della Wada, l’Agenzia mondiale anti-doping, di qualche anno fa, lo ha considerato lo sport con più dopati nel mondo. Nel corso del 2016, infatti, sono stati trovati positivi 22 praticanti su 100 test, una percentuale davvero preoccupante.(Spr/AdnKronos)
