Al volteggio femminile Asia D’Amato raggiunge un altro primato, vincendo la prima medaglia d’argento del lungo palmares femminile sulla rincorsa dei 25 metri. La diciottenne di Genova, in forza alle Fiamme Oro e cresciuta nella Brixia di Brescia, con 14.083 chiude alle spalle di Rebecca Andrade, leader con 14.966. Terza la russa Angelina Melnikova con la media di 13.966. La D’Amato si era aggiudicata il bronzo a squadre nel 2019 ai Mondiali di Stoccarda, insieme alla sorella gemella Alice e alle altre fate della Nazionale di Enrico Casella. Risale al 2007, sempre a Stoccarda, invece l’ultimo acuto individuale con Vanessa Ferrari, bronzo all-around. Pochi poi i precedenti e tutti di Basilea 1950 quando la FGI vinse il bronzo a squadre, mentre Licia Macchini e Wanda Nutti si mettevano al collo, rispettivamente, bronzo e argento alla trave.
Girandola interminabile di emozioni ai Campionati di Kitakyushu. Marco Lodadio si riconferma vicecampione del Mondo agli anelli con il personale di 14.866, alle spalle del cinese Lan Xingyu, oro a quota 15.200. Bronzo per l’altro azzurro Salvatore Maresca, pari merito con il russo Klimentev Grigorii a 14.833. Soltanto sesto il campione uscente, il turco Ibrahim Colak (14.666), che a Stoccarda 2019 precedette Lodadio di 33 millesimi. Il terzo posto del ventottenne di Castellamare di Stabia arriva invece dopo il bronzo europeo dell’aprile scorso a Basilea, in Svizzera. Con i successi di Bartolini, oro al corpo libero, e di Asia D’Amato, argento al volteggio, il bottino della FGI nella prima giornata delle finali di specialità nipponiche sale a quota 4 podi (1 O. – 2 A. – 1 B.). Ottima anche la prestazione di Elisa Iorio alle parallele asimmetriche. L’agente delle Fiamme Oro è la sesta miglior ginnasta mondiale sugli staggi femminili. Domani sono in programma le final eight di Carlo Macchini alla sbarra e di Thomas Grasso al volteggio. I piazzamenti odierni portano a 24 il computo delle medaglie mondiali italiane nella specialità degli anelli, dal primo acuto di Giorgio Romano a Lussemburgo 1909. Oltre al ventinovenne di Frascati, in forza al Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare, soltanto Pietro Bianchi a Torino nel 2011 era arrivato sul secondo gradino degli anelli planetari. Rispetto ai tre argenti, sono invece 13 i bronzi italiani sul castello, e Maresca, alfiere della Ginnastica Salerno, lo ottiene come fece il capitano della Ginnastica Civitavecchia a Doha nel 2018. L’Italia era l’unica a schierare due atleti in finale e l’auspicio è che l’accoppiata si riproponga anche in futuro, sulla grande tradizione del passato, ripercorrendo le orme recenti di Jury Chechi e Matteo Morandi, o di altre binomi recenti come quelli con Matteo Angioletti e Andrea Coppolino.
