La notte insonne e il pianto dei genitori, Nardi si racconta: “dopo aver battuto Djokovic…”

In vista dell'esordio all'ATP di Napoli, Luca Nardi ritorna a parlare della sua clamorosa vittoria su Djokovic raccontando il prima e il dopo

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Sono state settimane un po’ particolari, soprattutto l’ultima dopo Indian Wells con tante emozioni forti. Napoli per me è casa, poter giocare qui davanti ai miei parenti è una sensazione bellissima“. Sono le parole pronunciate da Luca Nardi, pronto a presentarsi da fresco top 100 alla Napoli Tennis Cup 2024, Challenger ATP 125 (montepremi 148.625 euro) organizzato da Master Group Sport in collaborazione con il Tennis Club Napoli.

Sono abbastanza fiducioso per poter arrivare lontano, anche se non ho avuto molto tempo per prepararmi sulla terra battuta. Non mi metto pressione, non parto pensando di dover fare finale o vincere il torneo“, ha raccontato Nardi nell’intervista rilasciata a “SuperTennis”.

Ho avuto bisogno di un po’ di giorni per metabolizzarla anche perché con quella vittoria sono entrato nei primi 100: raggiungere un obiettivo così importante e farlo battendo Djokovic in un torneo di questo livello, in uno stadio così grande è stata un’emozione in più. Nei giorni dopo la partita ero con la testa un po’ sulle nuvole. Quando sono tornato a casa dagli Usa ho staccato un paio di giorni, e forse lì ho davvero metabolizzato quello che era successo“, ha dichiarato.

Indian Wells: Nardi da lucky loser al trionfo su Djokovic

A Indian Wells Nardi non avrebbe nemmeno dovuto giocare. Ripescato come lucky loser al posto di Tomas Martin Etcheverry, testa di serie e dunque esentato dal primo turno, ha esordito battendo il cinese Zhang.

Ero tesissimo prima di quel match. – ha svelato – Sapevo che vincendo avrei potuto affrontare Djokovic. Dopo la vittoria ho visto tutta la sua partita contro Vukic. La notte prima non ho dormito tanto. il giorno della partita non riuscivo a stare fermo con le gambe. In campo però ho sentito una tranquillità estrema, volevo godermi il momento e direi che è andata piuttosto bene.

Ho avuto una sensazione di euforia per tutta la notte dopo la partita e tutto il giorno successivo. Appena sono tornato a casa, i miei si sono messi a piangere di gioia. Ho cercato di parlarne ma non più di tanto, perché volevo staccare un po’ da quella partita“.

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