La guerra a Gaza e il sogno Coppa d’Asia, la Nazionale della Palestina: un gol per vivere

La Nazionale femminile della Palestina sogna la Coppa d'Asia: assenti le ragazze di Gaza, le compagne proveranno a vincere anche per loro

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Sono felicissima e orgogliosa di tornare a giocare con la nazionale femminile di calcio palestinese: come tutte le ragazze e le donne lottiamo per inseguire i nostri sogni. Rappresenta però un enorme vuoto l’assenza di giocatrici della Striscia di Gaza, in un momento così doloroso per la popolazione. Giochiamo pensando a quando potremo riaverle in squadra con noi“. È quanto dichiarato da Natali Shaheen, vicecapitano della Palestina, all’agenzia “Dire” da Gedda, in Arabia Saudita, dove è in corso l’ottava edizione della Coppa dell’Asia occidentale.

Il campionato prevede la partecipazione di otto squadre: oltre all’Arabia Saudita, ci sono Iraq, Siria, Giordania, Libano, Palestina e due ospiti d’eccezione: Isola di Guam e Nepal. “Non sono Paesi geograficamente collocati in questa regione – spiega la calciatrice – ma è stato deciso di invitarle per rendere il torneo più vario e interessante“.

Nella Nazionale femminile della Palestina nessuna giocatrice dalla Striscia di Gaza

Shaheen, premio Sport e diritti umani 2023 promosso da Amnesty International Italia e Sport4Society, nonchè Autrice del libro “Un calcio ai pregiudizi – Dalla Palestina alla Sardegna dribblando ogni ostacolo”, mancava dalla nazionale palestinese da sei anni. Torna a giocare nei giorni in cui la Striscia di Gaza è sotto i riflettori per l’offensiva di Israele in risposta agli attacchi dell’organizzazione terroristica Hamas del 7 ottobre scorso, che hanno provocato circa 1.200 vittime, ha causato quasi 30.000 morti di civili e 70.000 feriti.

La nostra partecipazione è importantissima” sottolinea l’atleta, 29 anni, da sei residente in Italia, dove gioca a calcio e studia all’Università di Sassari. “Non è una sfida facile perché non abbiamo potuto allenarci prima, ci siamo incontrate direttamente qui“. Questo perché, a differenza delle palestinesi che come lei arrivano dall’estero, le calciatrici che risiedono in Israele o nei Territori palestinesi occupati “hanno problemi a partire per via delle procedure burocratiche oppure per i controlli ai tanti checkpoint” allestiti dalle forze di Tel Aviv.  “Ma a fare più male di tutto è la dolorosa assenza di calciatrici da Gaza“, denuncia Shaheen. “E’ un enorme vuoto“.

La Palestina sogna la Coppa d’Asia: “vogliamo vivere”

Nonostante questo, in campo la nazionale palestinese se la sta cavando bene: ieri sera ha battuto la Siria per 1-0 e ha ottenuto così l’accesso alla finale del girone che si disputa domani sera contro il Nepal. Nell’altro girone, si sfideranno invece Libano e Giordania.

Ora ogni partita è impegnativa – dice Shaheen – Naturalmente il nostro obiettivo è l’accesso alla finale, e oltre; in campo poi ascoltare l’inno palestinese o veder sventolare la bandiera suscitano una grande emozione. Stiamo dando il massimo per ribadire che anche noi palestinesi esistiamo, che la Palestina continuerà ad esistere nonostante quello che sta succedendo.

Inoltre, vogliamo ricordare al mondo che anche noi siamo esseri umani: vogliamo vivere. Abbiamo le stesse passioni di tutte le altre ragazze. Io e le mie compagne amiamo il calcio e continueremo a giocare con determinazione e impegno, come lo sport insegna. Nonostante gli sforzi non riusciranno a uccidere i nostri sogni e i nostri talenti“.

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