Il Natale di Vialli e l’allarme dell’imprenditore Versace: “il calcio si fermi”

Le ultime sulle condizioni di salute di Gianluca Vialli, l'ex Juventus continua a lottare contro il tumore al pancreas

SportFair

Non è stato un Natale facile per Gianluca Vialli, l’ex Juventus continua la dura battaglia contro il tumore al pancreas. L’ex calciatore è ricoverato a Londra e negli ultimi giorni le condizioni di salute sono peggiorate, al suo fianco la moglie, Cathryn White Cooper, e le figlie, Sofia e Olivia. Il 25 dicembre l’arrivo anche della sorella Mila.

Secondo le ultime notizie le cure si fanno sempre più serrate e il quadro clinico di Gianluca Vialli resta delicato. I medici gli stanno somministrando farmaci per sopportare il dolore. Sui social continuano ad arrivare messaggi di sostegno nei confronti dell’ex calciatore.

morto gianluca vialli
Foto di Serena Campanini / Ansa

La malattia di Vialli

Il tumore del pancreas è uno dei più aggressivi: la malattia resta asintomatica per lungo tempo, tanto che solo nel 7% dei casi viene diagnosticata in stadio iniziale e circa l’80%-85% delle forme tumorali risulta non resecabile al momento della diagnosi. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni è pari soltanto all’8% in Italia e a circa il 6% nel mondo.

Tra tutti i tumori che colpiscono il pancreas, l’adenocarcinoma è il tipo più comune. La maggior parte dei casi di adenocarcinoma giunge ad una prognosi quando il tumore è in fase avanzata. Una lotta contro il tempo che costringe pazienti, caregiver e medici a far fronte ad una complicatissima gestione.

L’allarme dell’imprenditore Stefano Versace

L’imprenditore Stefano Versace ha lanciato un campanello d’allarme sui social, in relazione alle malattie dei calciatori. Il riferimento è alla morte di Sinisa Mihajlovic e al peggioramento delle condizioni di Gianluca Vialli. “11 maggio 1999: Mosca, finale Coppa Uefa Parma – OM. Vi ricordate questo video?  “Finale di coppa uefa, come eravamo ridotti, ho 25 anni, mi stanno ammazzando, guarda il braccio come si sta gonfiando.”

Erano le parole direttamente pronunciate da Fabio Cannavaro che seppur col suo fare scherzoso aveva capito che qualcosa non andava e voleva documentare cosa stesse accadendo probabilmente perché la sua coscienza da bravo ragazzo era comunque più forte di qualsiasi logica sportiva volta esclusivamente al raggiungimento di risultati sportivi.

Parma non era un caso isolato. Dopo la finale di Wembley nel 1992, Gianluca Vialli lascia la Samp per la Juventus. Pochi mesi dopo si trasforma in una montagna di muscoli. Ve lo ricordate? Dopo 20 anni piangiamo la scomparsa prematura di campioni ancora giovani come Sinisa alla quale si aggiungono in queste ore le preoccupanti notizie da Londra sulla condizione di Gianluca Vialli.

È il momento che lo sport si fermi un momento, il calcio soprattutto, che faccia autocritica e che corregga ciò che sta costando la vita a chi questo sport lo ha fedelmente servito regalandogli i migliori anni della sua vita. Sbagliare può anche essere tollerato, ma se sbagliare comporta la morte delle persone, perseverare non è diabolico ma criminale. E i crimini vanno puniti. Perché questo strazio deve finire”.