Andrea Dovizioso non finirà la stagione 2022: a Misano l’addio alla MotoGP

Dovizioso dice addio alla MotoGP a stagione in corso: l'ultima gara a Misano, davanti al suo pubblico

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Qualche settimana fa Andrea Dovizioso aveva annunciato il suo addio alla MotoGP. Il pilota forlivese, tornato in pista lo scorso anno, al GP di Misano, con Yamaha, dopo un anno sabbatico a seguito dell’addio con Ducati, ha deciso che non sarà più un pilota di MotoGP nel 2023.

Oggi, alla vigilia del Gp di Silverstone, la clamorosa novità: Dovizioso non terminerà la stagione in corso. Il pilota forlivese, infatti, dirà addio alle corse al Gp di Misano, proprio dove tutto è iniziato lo scorso anno.

Un anno complicato, durante il quale Dovizioso ha cercato in tutti i modi di essere competitivo e lottare con i migliori, senza però riuscirci. Proprio forse per questo motivo l’ex ducatista ha deciso di fermarsi a stagione in corso e non proseguire fino a fine anno quello che sembra ormai essere diventato un incubo, non di certo un divertimento.

Un addio comunque speciale, davanti al suo pubblico: un’ultima volta da ricordare, con tutti gli spettatori italiani a salutarlo e applaudirlo. A prendere il suo posto negli ultimi GP della stagione sarà il collaudatore Yamaha Cal Crutchlow.

Le parole di Dovizioso

Nel 2012 l’esperienza con la Casa di Iwata in MotoGP è stata per me molto positiva e da allora ho sempre pensato che, prima o poi, mi sarebbe piaciuto avere un contratto ufficiale con la Yamaha. Questa possibilità si è presentata, anzi in maniera un po’ audace, nel corso del 2021. Ho deciso di provarci perché credevo fortemente in questo progetto e nella possibilità di fare bene. Purtroppo negli ultimi anni la MotoGP è cambiata profondamente. Da allora la situazione è molto diversa: non mi sono mai sentito a mio agio con la moto e non ho saputo sfruttarne al meglio le potenzialità nonostante il prezioso e continuo aiuto del team e tutta la Yamaha. I risultati sono stati negativi, ma oltre a ciò, la considero comunque un’esperienza di vita molto importante. Quando ci sono tante difficoltà, occorre avere la capacità di gestire bene la situazione e le proprie emozioni. Non abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati, ma i consulti con i tecnici Yamaha e con quelli del mio team sono sempre stati positivi e costruttivi, sia per loro che per me. Il rapporto è rimasto leale e professionalmente interessante anche nei momenti più critici: non era così scontato che ciò accadesse” .

Di Rita Caridi

Nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1990 ama tutti gli sport, con un focus particolare sui motori e la pallacanestro. Scrive su SportFair dal 2015