Giornata memorabile per Sara Fantini: record italiano di lancio del martello dopo 17 anni. Tortu vince a Trieste e Tamberi non decolla

E' una giornata storica per il lancio del martello italiano: Sara Fantini ha conquistato il record italiano

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Giornata memorabile per il lancio del martello a Lucca: Sara Fantini stabilisce il record italiano con 74,38, superando dopo 17 anni il 73,59 realizzato da Ester Balassini a Bressanone nel 2005. La parmense dei Carabinieri, che lo scorso anno ha disputato la finale alle Olimpiadi di Tokyo, è scatenata al campo scuola Moreno Martini: si migliora di oltre un metro e settanta rispetto al personale ottenuto in inverno (72,61) e ne aggiunge 79 al primato nazionale, con una serie strepitosa che include anche un 74,29, un 73,53, un 72,06 e un 71,80. A poche settimane dai Mondiali di Eugene (15-24 luglio) e dagli Europei di Monaco di Baviera (15-21 agosto) la 24enne doppia figlia d’arte (papà Corrado “Cocco” Fantini, finalista olimpico del peso nel 1996, mamma Paola Iemmi, specialista delle prove multiple e poi del giavellotto) si issa al settimo posto delle liste mondiali stagionali e al terzo posto di quelle continentali. Il pomeriggio indimenticabile per le lanciatrici italiane abbraccia anche la junior Rachele Mori (Fiamme Gialle) che sgretola il proprio primato italiano U20, portato a 68,04 con un miglioramento di quasi due metri e mezzo rispetto al 65,62 del 25 aprile e con tutti i sei lanci superiori al precedente limite. La 19enne livornese diventa la quinta italiana di sempre e svetta nelle liste U20 del 2022: è l’attuale leader mondiale a poche settimane dai Mondiali di categoria a Cali (1-6 agosto).

“È SOLO L’INIZIO” – “È una sensazione pazzesca – esclama Sara Fantini – perché cercavo questo record da tanto tempo, sapevo di star bene ed ero convinta di valerlo. Al primo lancio l’ho sfiorato, mi sono mancati soltanto sei centimetri, e allora mi sono detta che dovevo farlo. Sono contenta di essere riuscita a esprimermi e soprattutto della solidità che ho dimostrato su queste misure in tutta la gara, dall’inizio alla fine. Un risultato che mi dà fiducia e tanta consapevolezza: è quello che serve per affrontare poi le manifestazioni più importanti. Ed è appena iniziata, siamo soltanto alla seconda gara della stagione. La preparazione invernale mi ha fatto crescere sotto ogni punto di vista, all’interno di un bel gruppo di lavoro a Bologna. Tolgo il record a Ester Balassini, che aveva la mia stessa allenatrice, Marinella Vaccari, e per me è bello poter proseguire la strada che era stata tracciata”. 

Filippo Tortu si prende la scena al Triveneto Meeting di Trieste. Il campione olimpico della 4×100, in crescita di condizione, vince i 100 metri con il crono di 10.14, agevolato da un vento di +2.4 e quindi superiore al consentito. L’azzurro delle Fiamme Gialle, senza una fulminea uscita dai blocchi, si mette in mostra soprattutto nella fase lanciata, nella quale completa la rimonta ai danni dell’ivoriano Arthur Cissé (10.19) che gli era scappato via nella prima metà di gara. Per Tortu era il secondo impegno dell’anno nei 100 dopo il 10.24 di Nairobi (che beneficiava di un vento valido di +2.0). Al Golden Gala Pietro Mennea del 9 giugno sarà invece tra le star dei 200 metri. “È andata abbastanza bene – il commento di Tortu in diretta su Atletica TV – oggi c’erano condizioni non ottimali ma avrei corso anche con la grandine. Penso di essermi mosso bene e soprattutto sono contento di aver vinto, contava tantissimo il primo posto”. 

ALTO – Non decolla Gianmarco Tamberi. Il campione olimpico del salto in alto si imbatte in condizioni climatiche sfavorevoli allo stadio Grezar e non fa meglio di 2,15, dieci centimetri in meno di quanto saltato sabato scorso in Diamond League a Birmingham. Per l’azzurro delle Fiamme Oro c’è soltanto il sesto posto, con un errore a 2,20 e due tentativi non andati a buon fine a 2,23, in un pomeriggio fortemente condizionato dalle folate, tipiche della zona, che disturbano non poco i saltatori e in alcuni casi spingono a terra i ritti su cui è posizionata l’asticella. Si attende un’ora (dalle 14.30 previste) nell’auspicio che il vento possa placarsi ma le raffiche continuano, e chi riesce a gestirle meglio è il brasiliano Thiago Moura capace di 2,23, stessa misura dell’olandese Douwe Amels che lascia una macchia in più sul percorso alle quote più basse. Terzo con 2,20 il cipriota Vasilios Konstantinou, quarto (2,20) il messicano Edgar Rivera, quinto Stefano Sottile (Fiamme Azzurre) che al terzo tentativo va a bersaglio a quota 2,20. Tamberi (ok a 2,10 e 2,15 saltando in calzamaglia) chiude a pari merito con l’altro Fiamme Oro Silvano Chesani (2,15). A fine gara lo sfogo sui social, postando una foto della pedana di Trieste: “Ho rischiato di rompermi un ginocchio in riscaldamento perché allo stacco sono scivolato con il piede di 30-40 centimetri – le parole di Tamberi – Ho deciso comunque di fare salti in gara solo per tutti coloro che mi erano venuti a sostenere ma ho dovuto saltare con una rincorsa che utilizzavo quando avevo 17 anni, molto più lenta e controllata”.  Per l’eroe di Tokyo, che la prossima settimana festeggerà i 30 anni (mercoledì 1° giugno), era la terza uscita stagionale, la prima in Italia, dopo il 2,20 di Doha e il 2,25 in Gran Bretagna. Martedì è annunciato di nuovo in pedana nella tappa Gold del Continental Tour a Ostrava (Repubblica Ceca) e poi sarà tra le stelle del Golden Gala Pietro Mennea, dove ritroverà il qatarino Mutaz Barshim con cui ha condiviso l’oro dei Giochi di Tokyo.