Morte Dean Berta Viñales, l’annuncio shock di Michel Fabrizio: “mi ritiro, muoiono bambini mandati allo sbaraglio”

Michel Fabrizio, pilota italiano della Supersport, ha deciso di ritirarsi dal motociclismo dopo la prematura scomparsa di Dean Berta Viñales in gara a Jerez

SportFair

La morte di Dean Berta Viñales avvenuta a Jerez, nel corso di Gara 1 della Supersport 300, ha toccato nel profondo l’intero mondo del motociclismo, rimasto attonito al cospetto della perdita di un pilota di soli 15 anni. Una tragedia immane che ha destabilizzato anche Michel Fabrizio, tornato a 37 anni a gareggiare in Supersport dopo aver lasciato il Mondiale Superbike sei stagioni fa. Una nuova avventura però già giunta a conclusione, come ammesso dallo stesso rider italiano sul proprio profilo Instagram: “ho deciso di non correre per rispetto della vita umana. E mi ritiro. E’ il momento di dire basta. Ho assistito ad una brutta giornata, la perdita di un pilota di soli 15 anni. Gare così ne ho viste tante in questa categoria, e ogni volta che ne finiva una, si tirava un sospiro di sollievo perché era andata bene. Ma purtroppo non sempre va bene e oggi è successo l’imprevedibile o forse quello che si sapeva potesse accadere. Sono sdraiato da più di 5 ore sul letto del mio hotel a guardare il soffitto, ripensando ai momenti belli che questo sport mi ha regalato. Ma rientrando dopo 6 anni ho visto questo mondo cambiato. Ho visto un’indifferenza da parte della Federazione Internazionale: schierare 42 bambini nella Yamaha Cup (fortunatamente è filato tutto liscio, nel 2021) e altri 42 nel Mondiale 300. Troppi, troppi piloti con poca o addirittura pochissima esperienza, e questo non succede solo nel mondiale, ma anche in campionati nazionali, dove per fare cassa si prende tutto, fino all’ultimo posto disponibile“.

 

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Messaggio di protesta

Michel Fabrizio ha poi spiegato i motivi del suo grido d’allarme: “Valentino Rossi anni fa, quando Marquez è entrato in MotoGP, è stato criticato, dicendo che si lamentava per le manovre di Marquez “scorrette”. Bisogna dargli ragione. Marc è diventato un punto di riferimento: questi giovani emulano le sue gesta, facendo sorpassi troppo a limite, appoggiandosi al proprio avversario rischiando ogni centimetro. Aggiungiamo che mi ritiro dal mondo delle corse per mandare un messaggio forte di protesta! Affinché le regole cambino per la salvaguardia delle vite umane. Il problema c’è nella Moto3, nella Talent Cup e nei campionati nazionali! Oltre a ciò vanno riviste anche le piste che devono prevedere spazi di fuga migliori! Tutto ciò dipende dalla FIM che non svolge un ruolo di salvaguardia verso la vita ma predilige semplicemente il business! È ora che intervenga la politica di ogni nazione! Il primo che lanciò un messaggio forte fu Ayrton Senna, che disse come alcune piste fossero pericolose, e solo dopo la sua morte si intervenne. Ad oggi nella Formula1 ci sono meno morti, invece nel motociclismo ultimamente c’è un’ecatombe!“.