Sgommate non consentite a Kiev: rovinata la pavimentazione di una piazza Patrimonio Unesco! Red Bull nella bufera, ma la multa è sconcertante

La Red Bull ha rovinato la piazza antistante la Cattedrale di Santa Sofia a Kiev, facendo sgommare sulla storica pavimentazione due proprio auto per uno spot

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La Red Bull è finita al centro di una furiosa polemica negli ultimi giorni, ma non per ciò che concerne la Formula 1, bensì per uno spot girato in Ucraina. A bordo di due auto da drifting modificate con i colori dell’azienda austriaca, i piloti Conor Shanahan e Oleksandr Grynchuck si sono lanciati in sgommate e derapate che hanno rovinato oltre 2 mila metri quadrati di mattoni gialli della piazza di fronte la Cattedrale di Santa Sofía a Kiev, dichiarata Patrimonio dell’Unesco e riservata solo al traffico pedonale. Una pubblicità girata peraltro senza la concessione del Comune, che ha creato stupore e indignazione soprattutto tra i cittadini che hanno assistito alla scena.

Vice-sindaco indignato

Lo spot, girato lo scorso 10 agosto per celebrare il giorno dell’indipendenza ucraina, ha scatenato la furiosa reazione del vicesindaco di Kiev, Kostiantyn Usov. Lo stesso, che ha confermato come la Red Bull non avesse ricevuto il permesso di girare lo spot: “oltre 2 mila metri quadrati del tradizionale mattone giallo di Kiev sono stati rovinati. Non è solo un intollerabile atto di vandalismo, ma anche un comportamento maleducato verso i residenti di Kiev e nei confronti di uno dei luoghi più sacri dell’Ucraina“.

Multa irrisoria e scuse

Per quanto accaduto lo scorso 10 agosto, la Red Bull ha ricevuto una multa che appare piuttosto irrisoria per il danno causato. La Casa austriaca infatti dovrà pagare solo una sanzione di 55 euro, a cui comunque si aggiungeranno 1.510 euro per i lavori di riparazione della pavimentazione. I mattoni sono già stati puliti da un’impresa pagata dalla Red Bull, ma i materiali utilizzati potrebbero aver creato ancora più danni. Intanto, pochi giorni fa sono arrivate le scuse della Red Bull tramite una dichiarazione rilasciata al sito The Drive: “non abbiamo seguito tutte le procedure necessarie. Siamo profondamente dispiaciuti per questa svista da parte nostra. Abbiamo comunque completato le pulizie la scorsa settimana e apprezziamo molto il rapporto che ci lega da tempo alla città di Kiev“.