Una settimana da campione d’Europa, il ct Mancini svela: “non sono un festaiolo, ma che baldoria. Vi dico i nostri segreti”

Roberto Mancini, ct dell'Italia campione d'Europa, è tornato a parlare a distanza di una settimana dal trionfo di Wembley, rivivendo quelle splendide sensazioni

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Sono passati sette giorni o poco più dalla vittoria dell’Italia a Wembley contro l’Inghilterra, un successo che ha reso gli azzurri campioni d’Europa per la seconda volta nella propria storia, a distanze di 53 anni dall’ultimo trionfo. Sensazioni fantastiche che il ct Roberto Mancini continua a vivere sulla sua pelle, emozioni indimenticabili che l’allenatore della Nazionale ha provato a spiegare ai microfoni della radio tedesca Sport1.de: “mi sento molto, molto bene da campione d’Europa. È davvero una bella sensazione e sono assolutamente felice, particolarmente per tutti gli italiani in patria e nel mondo. Siamo tutti felici perché abbiamo creato qualcosa di straordinario. Questa Italia resterà nei libri di storia. Tanto di cappello ai miei giocatori. La finale del 1992 persa con la Sampdoria a Wembley la ricordo molto bene, adesso però le ferite sono in via di guarigione. Abbiamo festeggiato ma è successo tutto molto velocemente. Mi è passato davanti come un film. Non avevamo preparato nulla. Ma siamo stati accolti da tante persone per le strade di Roma: è stato bellissimo. È stato un momento straordinario, che dura ancora. E tutto ciò appartiene interamente ai miei ragazzi: avevano ragione a volerlo vivere. Ora tutti sono in meritata vacanza da campioni d’Europa“.

Chiellini e Mancini
Foto di Vincenzo Pinto / Ansa

Euro 2021 come il Mondiale del 2006

Il ct Mancini ha poi ammesso di aver festeggiato la vittoria dell’Italia, paragonando questo successo a quello di Germania 2006: “non sono un festaiolo, non lo sono mai stato. Ma è stato davvero bello festeggiare. Soprattutto per il popolo italiano. Penso che la gente continuerà a festeggiare per tutta l’estate. E questo è bello. Il titolo vinto ai Mondiali del 2006 può essere sicuramente paragonato a quello degli Europei di quest’anno, perché devi fare sempre grandi cose per vincere certi titoli e i ragazzi di questa Italia le hanno fatte. Il segreto della squadra? Abbiamo iniziato tre anni fa e abbiamo continuato con ragazzi molto bravi fino a oggi. Si è sviluppato un grande spirito di squadra e questi ragazzi lo hanno dimostrato agli Europei. Dopo che non siamo riusciti a qualificarci per la Coppa del Mondo del 2018, l’Italia era in svantaggio sulle altre nazionali. Ma subito ho capito che tutti volevano riparare e che erano pronti a sacrificarsi per il Paese“.